Una produzione che supera il miliardo di euro, quasi 1.300 addetti tra diretti e indotto, e un export che pesa per il 32% sul totale manifatturiero e per il 48% sul totale hi tech. E' la fotografia dell'industria biotecnologica dell'Aquila, con numeri che la candidano ad essere una sorta di 'capitale' del biotech. 


I numeri sono stati presentanti nel corso del convegno 'Biotech e farmaco: nuove possibilita' di cura, un'opportunità per il Paesé, nell'ambito di una due giorni sul biotech organizzata da Farmindustria nel capoluogo abruzzese. All'Aquila, sottolinea Farmindustria, sono presenti tre imprese del farmaco (Dompé, Menarini, Sanofi).

Aziende che, proprio a L'Aquila, nel 2012, a fronte di 80 milioni di spesa pubblica, ne hanno generati 115, dei quali 100 direttamente (25 milioni di investimenti, 60 per stipendi e contributi, 15 di tasse) e 15 con l'indotto, con un tasso di rendimento del 45%.

"Risultati di primo piano per una Regione che può contare anche su altre realtà importanti - come l'Angelini a Pescara e a Chieti e l'Alfa Wassermann a Pescara - che pongono Abruzzo e industria farmaceutica in un rapporto di continua simbiosi"