Entro il 2015, la spesa farmaceutica globale arriverà a sfiorare gli 1,1 trilioni di dollari (mille miliardi di miliardi), con una crescita annuale del 3-6% nei prossimi 5 anni; un rallentamento rispetto al 6,2% di crescita annuale del quinquennio precedente. La stima è di IMS Health, contenuta nel report "The Global Use of Medicines: Outlook Through 2015”, diffuso nei giorni scorsi.

Secondo gli esperti dell’istituto, società privata leader mondiale nella raccolta ed elaborazione dei dati sul consumo dei medicinali, i fattori chiave che più condizioneranno la futura crescita del mercato sono il calo della spesa per i farmaci negli Stati Uniti, il persistere di una forte domanda nei mercati emergenti, i cosiddetti "pharmemerging markets" come India, Russia, Cina e Brasile, e cambiamenti dettati dalla politica in diversi Paesi. IMS prevede anche che da qui al 2015 le vendite globali di farmaci branded rimarranno stabili a valore e saranno in consistente calo come quota di mercato via via che i farmaci ‘griffati’ più remunerativi perderanno i brevetti e gli unici motori significativi di crescita diventeranno i generici, meno cari, e, per l’appunto, i mercati emergenti.

“I livelli futuri di spesa farmaceutica avranno implicazioni notevoli per i sistemi sanitari e la politica sia nei Paesi emergenti sia in quelli sviluppati” ha detto Murray Aitken, direttore esecutivo, dell’IMS Institute for Healthcare Informatics, la divisione che ha realizzato lo studio. “I pattern passati di spesa offrono pochi indizi per fare previsioni sulla crescita per i prossimi 5 anni. Sono in gioco dinamiche senza precedenti, che stanno alimentando rapidi spostamenti nelle scelte di spesa tra farmaci di marca ed equivalenti da parte sia dei pazienti sia dei payors.

Nella sua ultima analisi IMS Health ha identificato le seguenti dinamiche: un’accelerazione del calo di spesa per i farmaci ‘griffati’, nuove terapie che risponderanno a bisogni medici ad oggi non soddisfatti; livelli di spesa nei ‘pharmerging markets’ che si avvicineranno a quelli degli Stati Uniti; un’influenza delle decisioni di politica sanitaria sulla spesa nel lungo termine; una rapida evoluzione, ma una ridotta penetrazione dei biosimilari.

Per quanto riguarda il declino della spesa per i farmaci ‘branded’, anche se l’invecchiamento della popolazione continuerà a spingere tale spesa, questo effetto sarà più che compensato dall’impatto della scadenza dei brevetti. Globalmente, la market share per i prodotti ‘griffati’, passata dal 70% del 2005 al 64% nel 2010, calerà ulteriormente scendendo al 53% nel 2015. E anche se negli ‘emerging markets’ la crescita dei medicinali originali continuerà a essere sostenuta, nel 2015 per ogni dollaro speso in farmaci in questi mercati, 80 centesimi saranno andati a un generico.

Entro quella data, la perdita della copertura brevettale frutterà 98 miliardi di dollari di risparmi contro i 54 realizzati nel quinquennio 2005-2010 nei Paesi sviluppati, e 120 miliardi a livello globale, compensati da 22 miliardi stimati di spesa per i corrispondenti farmaci generici. Tra i mercati sviluppati, quello che vedrà la maggior espansione degli equivalenti saranno gli Stati Uniti, mentre il Giappone continuerà ad avere lo share più basso, nonostante i significativi incentivi messi in campo per promuovere la prescrizione dei generici.

La quota di mercato degli Stati Uniti, da sempre i veri protagonisti del mercato farmaceutico mondiale alla luce di alti consumi e prezzi elevati, calerà dall’attuale 41% al 35% del 2015. Anche l’Europa perderà peso, e la sua quota di mercato passerà dall’attuale 20% al 13% del 2015.
Secondo le stime di IMS, nei prossimi 5 anni nei ‘pharmerging markets’ si assisterà quasi a un raddoppio del consumi farmaceutici, che potrebbero passare dai 151 miliardi di dollari del 2010 ai 285-315 miliardi nel 2015, soprattutto grazie alla forte crescita economica di quei Paesi e all’impegno dei loro governi per ampliare l’accesso alle terapie. La quota di questi paesi raggiungerà il 28%,  più che doppia rispetto all’attuale 12%.

L’IMS prevede che entro il 2015 questi mercati diventeranno il secondo segmento geografico più importante nella spesa di farmaci, sorpassando Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito messi assieme e avvicinandosi ai livelli degli Stati Uniti.
Tra le misure di politica sanitaria che influenzeranno il mercato, per quanto riguarda l’Italia IMS cita la riduzione decisa di recente dei prezzi dei generici e dei prodotti fuori brevetto.

Secondo l’istituto di ricerche, tra cinque anni la spesa per i biosimilari dovrebbe superare i 2 miliardi di dollari all’anno e circa l’1% della spesa totale per farmaci biologici. Sia negli Stati Uniti sia in Europa nuovi biosimilari dovrebbero arrivare sul mercato entro il 2014.

Nel contempo, i recenti lanci di nuovi farmaci e quelli che arriveranno a breve permetteranno di migliorare la qualità di vita dei pazienti; tra questi, i nuovi farmaci orali per la sclerosi multipla come fingolimod, i due nuovi antiaritmici arrivati di recente sul mercato, tra cui dabigatran, trattamenti per il melanoma metastatico (ipilimumab) che migliorano le percentuali di sopravvivenza e il primo vaccino terapeutico contro il tumore alla prostata, n passo avanti fondamentale verso la medicina personalizzata.

L’IMS ha anche identificato le aree terapeutiche leader nel 2015: l’oncologia, che manterrà l’attuale ‘pole-position’, ma con una crescita più lenta, dell’ordine del 5-8%, in quanto le ‘targeted therapies’ disponibili sono state già ampiamente adottate; trattamenti anti-diabetici, per cui si prevede un 4-7% di crescita, grazie alla crescente diffusione della malattia e alla disponibilità di nuovi ipoglicemizzanti orali; farmaci anti-asma e BPCO, la cui crescita dovrebbe rallentare, attestandosi tra il 2 e il 5%; ipolipemizzanti, per i quali la spesa dovrebbe ridursi passando dagli attuali 37 miliardi di dollari ai 31.

Aitken ha detto che “nei prossimi 5 anni, non solo assisteremo al superamento del tetto del trilione di dollari, ma i soggetti pagatori dovranno gestire la questione della scadenza dei brevetti, mentre i governi dei mercati emergenti tenteranno di ampliare l’accesso ai farmaci, estendendolo a più pazienti. Tutto ciò richiederà un impegno da parte dei vari stakeholder della sanità per un dialogo realmente significativo al fine di raggiungere l’obiettivo comune di un accesso più ampio, una riduzione dei costi e un miglioramento degli outcome".

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