Sospensione dei mutui già attivati, dei pagamenti delle bollette, delle tasse e dei termini processuali per le aree abruzzesi colpite dal terremoto. Sono alcune delle decisioni prese il 23 aprile dal Consiglio dei Ministri riunitosi all'Aquila a favore delle località devastate dal sisma che ha colpito l'Abruzzo.
Il decreto legge 'Abruzzo' stabilisce lo stanziamento di oltre otto miliardi di euro in tre anni per la ricostruzione dei paesi colpiti dal sisma, di cui sette miliardi di euro sono stati stanziati per la ricostruzione, e i rimanenti 1,5 miliardi di euro per la copertura delle emergenze.
Il decreto prevede anche  un taglio di circa 400 milioni del tetto di spesa farmaceutica territoriale la cui entità passa dal 14% al 13,6% del fondo sanitario nazionale. Lo sfondamento di tale tetto, per Legge, deve essere integralmente ripianato per due terzi dalle imprese e per il resto dalla distribuzione.
Altra misura confermata, il recupero degli sconti incassati dalle farmacie sulle forniture 2008: per 12 mesi le quote dovute dal Ssn per la distribuzione dei farmaci rimborsati saranno decurtate dell'1,4%: applicato su un ipotetico mercato da 12 miliardi di euro dovrebbe derivarne una minore spesa di 160 milioni.

Altrettanto di peso l'innalzamento del taglio sui listini dei prezzi dei farmaci equivalenti dal 7% al 12% . Il taglio, applicato su un mercato potenziale di circa 4 miliardi, frutterebbe circa 360 milioni di euro di risparmio. In un comunicato, Farmindustria esprime il massimo apprezzamento per l'attività svolta dal Governo nella gestione della tragica emergenza determinata dal terremoto in Abruzzo.

A detta di Farmindustria, si tratta però di un intervento su una spesa (già oggi sotto il livello prestabilito dalla Legge, a differenza di molte altre voci della Sanità) che colpisce con una vera e propria tassa soltanto le imprese del farmaco e la propria filiera. Imprese che peraltro già offrono un contributo notevole all'economia abruzzese con il 27% dell'intero export de L'Aquila in quanto in quest'area operano importanti stabilimenti di produzione farmaceutica che nonostante i gravi danni subiti stanno riaprendo a tempo di record. Il provvedimento, secondo Farmindustria, penalizza ancora una volta le imprese, già colpite negli scorsi anni da numerosi tagli di prezzo, e riduce le risorse destinate dalle Regioni alla spesa sanitaria e quindi anche a quella farmaceutica ospedaliera.
  Preoccupazione condivisa anche dal direttore generale dell'Aifa Guido Rasi, secondo il quale la manovra del Governo non è aderente a quanto congiuntamente concordato da tutti gli attori del mondo farmaceutico e delle istituzioni attraverso l'accordo siglato lo scorso mese di ottobre. Inoltre la manovra rischierà di pregiudicare gravemente la possibilità di accesso per tutti i cittadini ai farmaci innovativi. Pur esprimendo il suo apprezzamento per gli ulteriori interventi che il Governo ha inteso adottare per fronteggiare l'emergenza, il Direttore Generale dell'Aifa ha manifestato perplessità e preoccupazione per l'interpretazione che nella stesura dell'Articolo 13 i tecnici hanno dato del mandato politico concordato al Tavolo farmaceutico lo scorso ottobre.

"Pur ribadendo la solidarietà mia personale e dell'AIFA alle popolazioni colpite dal terremoto, si afferma nel comunicato stampa dell'Aifa, concretizzatasi anche nelle azioni di sostegno realizzate dall'Aifa in raccordo con la Protezione civile, non posso esimermi dall'esprimere profonda preoccupazione per le conseguenze che le disposizioni sulla spesa farmaceutica contenute nel testo varato ieri dal CdM potranno avere sul settore che, in alcuni ambiti, è stato anch'esso duramente colpito dal terremoto.  Oltre a non essere aderente a quanto congiuntamente concordato da tutti gli attori del mondo farmaceutico e delle Istituzioni attraverso l'Accordo siglato lo scorso ottobre al Tavolo Farmaceutico, la manovra approvata ieri, che prevede un taglio al tetto della spesa per l'assistenza farmaceutica territoriale pari a 400 milioni di euro (portandolo al 13,6% del FSN), rischierà di pregiudicare gravemente la possibilità di accesso di tutti i cittadini ai farmaci innovativi, come peraltro ho più volte sottolineato".

Il decreto legge  è un provvedimento provvisorio con forza di legge, che entra in vigore il giorno stesso (o il giorno successivo) della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Tuttavia, se non viene convertito in legge dal Parlamento entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione, decade retroattivamente, è come se non fosse mai esistito.

Comunicato stampa del Governo

Comunicato dell'Aifa