Per i farmaci, lo Stato spende 15,8 miliardi di euro l'anno, 70 centesimi procapite al giorno, pari al 14% della spesa sanitaria effettiva nel 2012. La spesa pubblica per medicinali in Italia è, cioé, "più bassa che nella media dei grandi Paesi Ue di oltre il 25% (260 euro pro capite rispetto ai 366 degli altri), ed è diminuita dal 2006 al 2012 del 3%, mentre il totale della spesa sanitaria è aumentato del 9%, con punte di oltre +25% per altri beni e servizi acquistati dal Ssn".

E' il bilancio tracciato da Farmindustria in occasione dell'Assemblea pubblica 2013. La spesa pubblica per farmaci dunque, rileva l'Associazione delle imprese del farmaco, è "diminuita in percentuale sul Pil, in controtendenza rispetto alle altre voci di spesa sanitaria, che in ogni caso sono cresciute meno delle altre voci di spesa pubblica".

In particolare per i nuovi farmaci, ovvero quelli con brevetto introdotti negli ultimi 5 anni, la spesa pro capite in Italia è inferiore del 24% rispetto ad altri Paesi Ue. Inoltre, sottolinea Farmindustria, i nuovi farmaci, che in media vengono resi disponibili dopo circa 2 anni dall'autorizzazione a livello europeo, hanno prezzi più bassi rispetto agli altri Paesi del 20%.

Scadenze brevettuali e misure di contenimento della spesa hanno fatto sì che il 2012, sottolinea Farmindustria, "sia stato il dodicesimo anno consecutivo di calo dei prezzi dei medicinali: dal 2001 sono scesi del 30%, rispetto a un'inflazione del 28%. Il calo dei prezzi rappresenta un fenomeno comune anche agli Paesi europei, ma in Italia - conclude l'Associazione - è decisamente più intenso".