Nel settore dell'industria farmaceutica dal 2006 al 2012 sono andati persi 11.500 posti di lavoro, un calo (-15%) molto più grave rispetto a quello degli altri Paesi (-6%). Inoltre, gli investimenti, malgrado negli ultimi 5 anni siano complessivamente cresciuti, nel 2012 si sono ridotti del 2,5%.

E' l'allarme lanciato da Farmindustria in occasione dell'Assemblea pubblica 2013: l'Associazione delle imprese del farmaco denuncia dunque le difficoltà del settore, nonostante tra il 2007 e il 2012 la farmaceutica sia stato il comparto con la crescita più alta tra quelli dell'economia.

Durante la crisi (2007-2012), infatti, la farmaceutica ha segnato uno sviluppo in 'controtendenza': il Pil è sceso del 7%, mentre la produzione farmaceutica è cresciuta del 2%, e se gli investimenti totali sono crollati del 15%, quelli del comparto sono aumentati del 4%.

Nello stesso periodo, inoltre, le imprese del farmaco hanno aumentato la loro produttività del 3% annuo, l'incremento più alto tra tutti i settori dell'economia. Quella che si sta attraversando resta tuttavia una "fase difficile" e anche la Banca d'Italia evidenzia, ricorda Farmindustria, che attività produttiva e grado di utilizzo degli impianti sono scesi a partire dalla seconda metà del 2012.

E le previsioni indicano che il calo si protrarrà per tutto il biennio 2013-2014 (-3% complessivamente), "aumentando così i rischi di ulteriori riduzioni dell'occupazione". Altra criticità segnalata è quella relativa all'attesa per i pagamenti della P.A.: in media quasi 250 giorni, con punte di oltre 600 giorni, per un credito totale vantato dalle imprese di 4 miliardi di euro. "Per tornare a crescere - avverte Farmindustria - l'Italia deve incrementare la produttività superando i vincoli strutturali del Paese e creando le condizioni perché possa aumentare quella delle singole imprese. E' importante quindi misurare i risultati dei vari settori, valorizzando quelli che hanno maggiori possibilità di crescita".