Farmindustria, segnali positivi ma crisi c'e' ancora

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 I segnali che arrivano dall'industria farmaceutica mondiale sono positivi, ma questo non vuol dire che per il settore la crisi sia finita. E' il parere di Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, secondo cui le maggiori difficolta' si hanno per le limitazioni all'accesso imposte da molti paesi, a cominciare dall'Italia.

''I dati sui possibili nuovi farmaci in arrivo sono molto positivi, perche' sono il segno del fatto che gli ingenti investimenti fatti nel passato producono novita' importanti, peraltro per malattie fondamentali come i tumori o il diabete - sottolinea Scaccabarozzi - da qui a dire che la crisi e' finita pero' il passo e' un po' lungo. Il problema principale in questo periodo e' costituito dalle limitazioni all'accesso ai farmaci che molti paesi Ue, a cominciare dal nostro, stanno applicando''.

In Italia, afferma il presidente di Farmindustria la situazione e' aggravata dalle continue variazioni delle normative, ad esempio in fatto di rimborsi: ''Speriamo che con il prossimo governo sia possibile fare un 'patto di stabilita'' - auspica Scaccabarozzi - in modo da ridare slancio anche agli investimenti nel paese, e da risolvere il problema del ritardato accesso alle terapie da parte dei pazienti''.

Anche dal punto di vista della ricerca il nostro paese segna un po' il passo: ''Anche se facciamo poca ricerca primaria, l'Italia ha sempre contribuito molto agli studi di fase tre - spiega l'esperto - anche in questo campo pero' i segnali sono preoccupanti, con una diminuzione del 25% negli ultimi due anni. Il paese non riesce piu' ad attrarre gli investimento come una volta''. (Ansa))

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