Si è concluso mercoledì 2 Aprile a Firenze la prima edizione del Meet in Italy in Life Sciences, l’evento basato su incontri B2B organizzato dal Distretto Toscano Scienze della Vita, da numerose organizzazioni fra cui Assobiomedica, Confindustria Toscana, Assobiotec e Farmindustria, con il patrocinio del Ministero della Salute e della Regione Toscana.

La splendida cornice di Palazzo Incontri ha ospitato un totale di 146 partecipanti, che hanno complessivamente preso parte a 625 incontri della durata di 30 minuti.
I partecipanti - per lo più piccole e medie imprese, alcune aziende farmaceutiche, università, centri di ricerca pubblici e privati ed investitori - sono giunti a Firenze da tutta Italia e da paesi quali Ungheria, Spagna, Svizzera, Ucraina, Canada, Argentina e Usa.

Farmaceutico e nutraceutico, scienze biologiche e biotecnologiche, dispositivi medici, nanotecnologie, applicazioni IT per la salute, medicina, micro e nanotecnologie applicate alle scienze biologiche i settori delle life science cui appartenevano i partecipanti.

Il termine Business-to-Business o B2B indica le relazioni che un'impresa detiene con i propri fornitori per attività quali l'approvvigionamento, la pianificazione, il monitoraggio della produzione o il sussidio nelle attività di sviluppo del prodotto. Più spesso il termine si usa per descrivere le relazioni che l'impresa detiene con clienti professionali, cioè altre imprese, collocate in punti diversi della filiera produttiva.

Un format, quello del B2B, sempre più gettonato per la rapidità e l’efficacia con cui i meeting bilaterali, pre-programmati attraverso un’agenda web appositamente studiata, si susseguono senza soluzione di continuità. Pitch interessanti, della durata di 8 minuti, hanno inoltre intrattenuto i partecipanti nei (rari) tempi di attesa. 

“L’evento è stato un successo oltre ogni aspettativa, grazie alla significativa partecipazione estera, non facile da attrarre trattandosi di una prima edizione, e alla soddisfazione dichiarata da parte dei partecipanti, sia quelli provenienti dal mondo della ricerca che da parte di aziende ed investitori. La chiave di questo successo è l’aver organizzato un evento che coprisse tutti i settori delle scienze della vita. La giusta dimensione, quindi, per la nascita di relazioni interdisciplinari nel settore life science”, dichiara Massimiliano Salerno, cluster manager del Distretto Toscano Scienze della Vita.

“Meet in Italy for Life Sciences nasce con l’idea di proporsi come evento internazionale interamente dedicato al settore e con l’obiettivo di fare sistema e promuovere la collaborazione fra i diversi operatori coinvolti. Grazie ai numerosi organizzatori e attori intervenuti, Firenze si è trasformata per tre giorni in una vetrina di start-up innovative, imprese e centri di ricerca che hanno potuto confrontarsi direttamente”, commenta Vera Codazzi, Responsabile Area Innovazione di Assobiomedica.

“Anche il workshop conclusivo del 2 Aprile è stato interessante. Innovazione in sanità, trasferimento tecnologico e sperimentazione clinica di farmaci e dispositivi medici le principali tematiche trattate”, conclude Massimiliano Salerno.

Fra i nomi più noti su scale globale del farmaceutico e biomedicale Made in Italy spiccavano Menarini, rappresentata per l’occasione da Antonello Biscini (Business Development & Licensing Director di Menarini Diagnostics) e Cristiano Musso (Licensing Director di Menarini I.F.R.) ed Esaote, con la partecipazione del ‘Grants Program Manager’ Sergio Paddeu. Paola Rinella rappresentava invece la Novartis Vaccines, in qualità di Business Development Specialist.

Presente anche la pisana Era Endoscopy, un’azienda che progetta, produce e commercializza dispositivi medicali dall’eccellente performance in termini di sicurezza e assenza di dolore. Giuliano Gorini, suo fondatore, ha presentato al Meet in Italy Endotics®, il rivoluzionario sistema endoscopico monouso ad avanzamento robotico. Gli obiettivi dell’azienda sono infatti lo sviluppo e l’applicazione di tecnologie efficaci ed efficienti, in grado di migliorare la sicurezza e il comfort del paziente e del medico.
Numerose anche le start up, che hanno presentato progetti di alto livello tecnologico ed innovativo.

Fra queste Biotechware, una start up con sede a Torino fondata da Alessandro Sappia ed Enrico Manzini, due giovani ingegneri che hanno realizzato un elettrocardiografo portatile, utilizzabile in tutta sicurezza anche da personale non medico. Progettato per essere utilizzato in farmacia, CardioPad Pro - questo il nome del medical device a marchio CE - trasmette l’elettrocardiogramma ed i dati del paziente in modalità wireless ad un server centrale.

IVTech, spin off dell’Università di Pisa, ha invece sviluppato una tecnologia avanzata e brevettata per la realizzazione di colture cellulari in vitro. Tommaso Sbrana ha presentato dei piccoli bio-reattori che, opportunamente collegati, sono in grado di dare vita a modelli 3D multi-organo. La vera speranza è che nel tempo questa tecnologia innovativa possa sostituirsi ai modelli animali attualmente impiegati nei test pre-clinici.

Terapie riabilitative, sport, analisi posturale, benessere sul luogo di lavoro ed Ambient Assisted Living sono invece alcuni settori applicativi della tecnologia sviluppata da Captiks, la start up innovativa romana fondata da Carlo Alberto Pinto, Dario De Leo e Nicola Cosimo Pastò. Il sistema Movit è un’unità miniaturizzata indossabile e wireless per la cattura del movimento. “Il Meet in Italy è stata un’ottima occasione per sviluppare il nostro business. Organizzazione perfetta e location suggestiva”, racconta Dario De Leo che conclude ringraziando Assobiomedica e Enterprise Europe Network per l’invito.

Tutt’altro settore è quello in cui opera Elements, start up di Cesena che sviluppa strumenti di misura elettronici e miniaturizzati. Federico Thei e Michele Rossi hanno presentato al Meet in Italy il loro primo prodotto, un piccolo device sviluppato per studi elettrofisiologici applicati, ad esempio, allo screening di nuovi farmaci.

Valeria Lorenzi, Direttore Organizzazione, Marketing e Comunicazione della BD Academy (Università di Pavia), è rimasta piacevolmente colpita da queste ed altre start-up presenti al Meet in Italy. “Mi è piaciuto molto lo spirito imprenditoriale delle start-up e spin-off che ho incontrato. A differenza di altri casi, infatti, il ‘lanciarsi’ e partecipare a questo tipo di eventi è indice di proattività e visione ‘ampia’ del proprio business. Credo che la propensione al networking e alla collaborazione con le realtà vicine a noi sia un importante aspetto chiave per favorire la vera crescita e propulsione del settore life science italiano”, dichiara Valeria Lorenzi, Direttore Organizzazione, Marketing e Comunicazione della BDAcademy (Università di Pavia).

Progetti innovativi ed interessanti provengono infine anche da paesi extraeuropei.

Il centro di ricerca e sviluppo Veritas (Ucraina), rappresentato dal direttore dott.ssa Ulyana Lushchyk, è impegnato nel migliorare le metodologie e le tecnologie nel campo della diagnosi e del trattamento di malattie vascolari. “Questi sviluppi”, spiega il direttore parlando delle ricerche condotte dal suo centro, “aiutano a condurre esami integrati del paziente ‘dalla testa ai piedi’, con l’obiettivo di esaminare lo stato dell’organismo, la sua struttura e l’attività funzionale dei suoi organi”.

L’Armenian Academy of Sciences è invece un altro esempio di eccellenza universitaria nel settore farmaceutico. Uno dei loro progetti di ricerca e sviluppo vede la realizzazione e la sperimentazione di ovuli vaginali per il trattamento e la profilassi della vaginosi batterica. Gli ovuli multi batterici attualmente in commercio, infatti “contengono mix di lactobacilli non simbiotici non e solo pochi di questi producono perossido di idrogeno. La formulazione proposta ha un’attività antibatterica e antivirale molto elevata e permette un recupero rapido del pH acido vaginale, quando aumentato a seguito di mestruazioni e rapporti”, spiega la dott.ssa Dr Anahit Manasyan, ricercatrice.

“Tornerei l'anno prossimo? Certamente! Sicura di vedere ulteriori miglioramenti nell'organizzazione. I promotori del Distretto Toscano Scienze della Vita sono stati fantastici nel riuscire a creare qualcosa di unico, mai realizzato prima, e a costo zero per i partecipanti. Questo è il modo migliore per lanciare un’iniziativa di questo tipo e confido in un’ancora più ampia partecipazione nel 2015, anche a fronte di una fee”, conclude Valeria Lorenzi.

Arrivederci al prossimo appuntamento del Meet in Italy, che il prossimo anno si terrà a Milano.

Francesca Sernissi
co-fondatrice di BioCare Provider