Fresenius Kabi acquisisce Akorn (generici) e i biosimilari di Merck KGaA

La tedesca Fresenius Kabi oggi ha annunciato di aver raggiunto un accordo per acquistare Akorn, azienda Usa produttrice di farmaci generici pagandola 34 dollari per azione, pari a un esborso totale di circa 4,3 miliardi di dollari, pi¨ l'assunzione di circa 450 milioni di dollari di debito contratto dalla stessa Akorn. Inoltre, sempre oggi, Merck KGaA ha dichiarato di aver ceduto a Fresenius la propria attivitÓ nei biosimilari dietro corresponsione di un versamento anticipato di 170 milioni di euro, pi¨ successivi pagamenti per oltre a 500 milioni di euro (543 milioni di dollari) al raggiungimento di determinate milestone nonchŔ royalties sulle future vendite di questi prodotti.

La tedesca Fresenius Kabi oggi ha annunciato di aver raggiunto un accordo per acquistare Akorn, azienda Usa produttrice di farmaci generici pagandola 34 dollari per azione, pari a un esborso totale di circa 4,3 miliardi di dollari, più l'assunzione di circa 450 milioni di dollari di debito contratto dalla stessa Akorn.

Con sede a Lake Forest, nello stato dell’Illinois, Akorn ha un fatturato annuo di poco superiore al miliardo di dollari. La società è specializzata in farmaci generici di difficile produzione, come forme parenterali, oftalmiche, spray. Akorn possiede anche una divisione Otc e veterinaria e ha alcuni farmaci brand.

Inoltre, sempre oggi, Merck KGaA ha dichiarato di aver ceduto a Fresenius la propria attività nei biosimilari dietro corresponsione di un versamento anticipato di 170 milioni di euro, più successivi pagamenti per oltre a 500 milioni di euro (543 milioni di dollari) al raggiungimento di determinate milestone nonchè royalties sulle future vendite di questi prodotti. La transazione dovrebbe chiudersi nella seconda metà del 2017.

John Ducker, amministratore delegato della filiale statunitense di Fresenius Kabi, ha dichiarato che " Akorn porta "esperienze specializzate nello sviluppo, produzione e commercializzazione di forme alternative di dosaggio, nonché l'accesso a nuovi segmenti di clientela come la vendita al dettaglio, l'oftalmologia e le pratiche veterinarie".

Fresenius si aspetta che l'accordo, che le due aziende hanno già approvato, si chiuderà all'inizio del prossimo anno. L’azienda tedesca ha indicato che l'operazione accrescerà il reddito netto e l'utile per azione già a partire dal 2018. Fresenius ha inoltre stimato che l'operazione produrrà circa 100 milioni di dollari di sinergie di costo.

Belén Garijo, amministratore delegato di Merck Healthcare, ha osservato che "la dismissione del nostro business di biosimilari è un passo importante verso l'allineamento strategico delle risorse R & S alle nostre priorità sanitarie". Ha detto che "la partnership con Fresenius ci permetterà di sfruttare il nostro portafoglio di biosimilari a pieno potenziale e ci concede un ritorno sostanziale sugli investimenti precedenti".

Fresenius ha indicato che prevede di investire fino a 1,4 miliardi di euro in studi clinici e altri costi di sviluppo per i biosimilari prima che l'unità vada in pareggio, nel 2022. Le prime vendite sono previste per la fine del 2019, con un fatturato che entro il 2023 dovrebbe avvicinarsi al miliardo di dollari. Il business biosimilari, che Merck stava sviluppando è incentrato sull'oncologia e sui disturbi infiammatori, dovrebbe continuare a operare nelle sue sedi attuali situate in Svizzera.
Stephan Sturm, che ha assunto l'incarico di Chief Executive a Fresenius lo scorso luglio, ha indicato che entrambe le trattative hanno più senso insieme che individualmente. "Akorn ci porta ad un ulteriore accesso agli Stati Uniti alle cliniche di piccole e medie dimensioni e alle farmacie al dettaglio e questo l'accesso sarà importante per i nostri biosimilari", ha detto.