Galapagos, per BioPharma Dive è la biotech dell'anno

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Rimanere indipendenti è una sfida per le compagnie biotech, ma la belga Galapagos è riuscita a farlo grazie a un accordo di ricerca siglato lo scorso luglio con Gilead, che ha portato $ 5,1 miliardi tra contanti e investimenti azionari, oltre alla garanzia che il suo partner non cercherà di prendere le redini della società per almeno 10 anni. Sono alcune delle ragioni per le quali la testata specializzata BioPharma Dive ha eletto Galapagos biotech derl'anno.

Rimanere indipendenti è una sfida per le compagnie biotech, ma la belga Galapagos è riuscita a farlo grazie a un accordo di ricerca siglato lo scorso luglio con Gilead, che ha portato $ 5,1 miliardi tra contanti e investimenti azionari, oltre alla garanzia che il suo partner non cercherà di prendere le redini della società per almeno 10 anni.

Sono alcune delle ragioni per le quali la testata specializzata BioPharma Dive ha eletto Galapagos biotech derl'anno.

«Non volevo negoziare con Gilead quando c'era la minaccia di un'acquisizione», ha dichiarato il Ceo di Galapagos Onno van de Stolpe.

«Per me potrebbe benissimo essere la prossima Regeneron o la prossima Genentech», ha detto Pasha Sarraf della banca di investimenti SVB Leerink riferendosi a Galapagos. «Non ci resta che aspettare e vedere». Perché questo avvenga, la compagnia dovrebbe portare sul mercato almeno una mezza dozzina di farmaci, una sfida non da poco ma che può avvantaggiarsi del supporto di un partner come Gilead.

Peserà il futuro di filgotinib
Il primo vero test delle capacità di ricerca e sviluppo della biotech sarà filgotinib, un JAK1 inibitore ad alta selettività per la terapia dell’artrite reumatoide che è in fase di revisione in Giappone e in Europa e che dovrebbe essere sottoposto agli enti regolatori statunitensi come trattamento per l'artrite reumatoide entro la fine dell'anno.

Nonostante sul mercato vi siano già tre molecole che agiscono in modo simile a filgotinib e che questa classe di farmaci abbia sollevato preoccupazioni per gli effetti collaterali, alcuni analisti considerano il candidato di Galapagos più sicuro e destinato a un maggior successo. La banca d'investimento Stifel si aspetta che filgotinib possa raggiungere i $ 2,5 miliardi dalle vendite per l’impiego nell’artrite reumatoide. Sarà però decisivo l’ottenimento di una scheda tecnica migliore di quella dei farmaci concorrenti di Pfizer, Eli Lilly e AbbVie.

Un solo farmaco non basta
Oltre a filgotinib, almeno altri sei farmaci dell’azienda sono in fase di test sull'uomo. I più attesi sono i candidati capaci di agire su una famiglia di target, con il nome in codice TOLEDO, per i quali Galapagos sta studiando degli agenti inibitori e a cui ha destinato metà della sua organizzazione di ricerca. Al momento gli investitori sanno che due di questi composti appartenenti a una nuova classe di agenti antinfiammatori sono in fase I. Gli obiettivi del programma dovrebbero essere svelati nel 2020, una volta avviate le sperimentazioni di fase II.

Nel frattempo il valore delle azioni Galapagos è aumentato del 26% durante la definizione della partnership con Gilead ed è più che raddoppiato dall'inizio dell'anno. Al 6 dicembre la compagnia aveva un valore di mercato poco superiore ai $14 miliardi, simile ad alcune biotech di livello commerciale come Alnylam e BioMarin.

L’accordo con Gilead
«Non è stata una risorsa in particolare ad attirare l'attenzione di Gilead, ma piuttosto la chimica, la biologia e lo sviluppo di farmaci in rapida crescita di Galapagos» ha detto il responsabile dell’area infiammazione di Gilead John Sundy.

«Era chiaro che l'indipendenza era uno dei loro obiettivi e uno dei nostri era quello di espandere la nostra pipeline non solo per dimensioni ma anche per diversità», ha affermato la responsabile della ricerca sull'innovazione esterna Linda Higgins.

Dal canto suo, van de Stolpe ritiene che preservare la cultura della sua compagnia aumenta le probabilità che l'alleanza abbia successo. «Non credo che ci potremmo adattare con facilità a un’organizzazione più grande, che si tratti di una big pharma o della stessa Gilead», ha detto. «Arriva sempre un momento in cui la grande azienda pensa a una riorganizzazione o ha una visione o una gestione diversa e decide di ridurre la ricerca. E di solito la prima a ricevere tagli è proprio la ricerca per la scoperta di target innovativi».

Anche se van de Stolpe sostiene che Galapagos non abbia avuto bisogno dell'accordo con Gilead per avere successo, ci sono comunque aspetti positivi nell'avere un grande partner commerciale, soprattutto in fase di discussione del prezzo e per far fronte alla concorrenza che incombe su filgotinib.

L’accordo potrebbe anche fungere da paracadute nel caso in cui uno dei programmi più rischiosi di Galapagos dovesse fallire. «Ovviamente alcuni dei programmi non avranno esito positivo mentre altri non saranno così entusiasmanti come si potrebbe sperare. Ma nel complesso, quello che stanno facendo è di prim'ordine», ha commentato l’analista Sarraf.
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