Megafusione tra due giganti indiani nel settore dei generici e biosimilari. Sun Pharmaceutical Industries ha reso noto che acquisirà il controllo di Ranbaxy Laboratories attraverso un accordo del valore di 3,2 miliardi di dollari. Si formerà così il quinto gruppo mondiale nel settore dei farmaci generici.

L’accordo non è basato su un esborso economico diretto ma prevede che gli azionisti di Ranbaxy ricevano 0,8 azioni di Sun per ogni azione Ranbaxy da loro posseduta. Il concambio azionario riconosce agli azioni di Ranbaxy un premio del 18% sul valore di borsa medio dei 30 giorni precedenti l’accordo.

Ranbaxy, primo produttore di farmaci in India, è da tempo in crisi a causa di problemi con le autorità Usa.

La nuova azienda nata dalla fusione avrà ricavi annui stimati in $4,2 miliardi e un margine operative lordo di circa $1,2 miliardi. La transazione implica il riconoscimento di un multiplo delle vendite pari a 2,2 volte, cioè Rambaxy è stata vendita a un valore di 2,2 volte le sue vendite annue. Un dato non particolarmente elevato che tiene conto dei problemi produttivi ancora in parte irrisolti e del calo di immagine subito in Usa.

Il controllo di Rambaxy era largamente nelle mani della giapponese Daiichi Sankyo  che deteneva il 63,4 del pacchetto azionario e che manterrà una quota del 9 per cento di Sun.

Daiichi Sankyo  era entrata in Rambaxy nel 2008 ma l’accordo non fu mai un vero affare soprattutto per i problemi di qualità produttiva che da anni affliggono l’azienda indiana alla quale è stato più volte interdetto l’accesso al mercato americano. Il mercato ha salutato positivamente l’accordo e alla borsa di Tokyo oggi le azioni di Daiichi Sankyo sono in crescita del 3,5%. Come dire, che per Sankyo adesso c’è un problema in meno.

Secondo le analisi della società PricewaterhouseCoopers i produttori indiani di farmaci generici detengono il 20% del mercato mondiale.