La biotech italiana Gentium ha volontariamente deciso di ritirare il dossier registrativo (New Drug Application) presentato all’Fda per il farmaco defibrotide, per il quale era stata chiesta l’indicazione d’uso nella malattia veno-occlusiva epatica. La decisione è stata presa in quanto l’azienda ha ritenuto di non poter rispondere nei tempi richiesti a una serie di osservazioni e di domande poste dall’Fda nel corso dell’esame del dossier registrativo. La decisione è stata ufficializzata ieri e oggi le azioni della società, quotate alla borsa NASDAQ di New York sono scese di circa il 30%.

La malattia veno-occlusiva epatica è una patologia rara che colpisce i sinusoidi, strutture anatomico funzionali che si trovano all’interno dei lobuli epatici. Queste complicazioni, spesso mortali, sono legate al trapianto di cellule staminali. Gentium ha sperimentato defibrotide come trattamento preventivo e curativo per l'occlusione delle vene nei pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali.

Le questioni sollevate dall’Fda si riferiscono principalmente alla completezza del database degli studi di prevenzione e trattamento. L’Fda ha anche chiesto che Gentium sottoponga i dati a una ulteriore analisi qualitativa e ha anche chiesto ulteriori dettagli circa le modalità di conduzione e di monitoraggio degli studi clinici.

L’azienda, secondo quanto ci ha fatto sapere l’amministratore delegato Khalid Islam con il quale abbiamo avuto modo di parlare, intende innanzitutto comprendere esattamente quali sono le obiezioni sollevate dall’Fda per poi fare una serie di controlli interni e ripresentare il dossier. Sui tempi, però, il manager non si è voluto sbilanciare, anche perché mancano ancora tutti i riscontri tecnici. Gentium e l’Fda, ci ha detto, lavoreranno insieme per approfondire tutte le questioni.

Lo scorso 10 maggio il dossier registrativo di defibrotide è stato anche presentato all’Ema  e finora l’agenzia europea, che lo sta valutando con procedura di urgenza, non ha sollevato obiezioni. L'Ema ha riconosciuto al farmaco lo status di "Orphan Medicinal Product Designation".

Gentium, che ha sede a Villa Guardia, nelle vicinanze di Como, nasce nel 1993 da uno spin off di Crinos (azienda, quest'ultima, poi passata sotto il controllo del gruppo tedesco Stada) avente come scopo lo sviluppo di nuovi farmaci destinati alle malattie della coagulazione. Queste ricerche hanno poi portato alla messa a punto di defibrotide. Nel 2001 l’azienda cambia il proprio nome in Gentium e nel 2006 si quota alla borsa NASDAQ di New York. Nel 2010 ha registrato un fatturato di 24,55 milioni di euro. L’azienda ha siglato con Sigma Tau un accordo di partnership per la commercializzazione in Usa di defibrotide, una volta approvato.

La malattia veno-occlusiva epatica (VOD epatica) è una condizione caratterizzata da una lesione tossica dei sinusoidi del fegato, che causa un'ostruzione delle piccole vene epatiche. La prevalenza non è nota, ma si tratta di una malattia rara. Sono state identificate zone endemiche nelle quali la malattia si associa al consumo di alcune tisane a base di erbe che contengono gli alcaloidi della pirrolizidina. A seguito della contaminazione dei raccolti da parte di questi alcaloidi, possono insorgere epidemie coinvolgenti diverse centinaia di persone. Nei paesi in via di sviluppo, la VOD epatica si associa in particolare al regime di condizionamento utilizzato per il trapianto delle cellule staminali ematopoietiche. Infatti, il 10-60% dei pazienti (a seconda del protocollo usato per il condizionamento) sviluppa questa malattia. La VOD epatica può presentarsi anche dopo la chemioterapia o la radioterapia. La gravità e il decorso della malattia variano a seconda dei pazienti. Nei casi gravi, la prognosi è poco buona e il tasso di mortalità è elevato (superiore al 90%) a causa dell'insufficienza d'organo multipla.