Produrre farmaci biotech che non è la stessa cosa che produrre farmaci di sintesi chimica. La riprova ci viene da quanto è capitato alla società Genzyme, la terza biotech a livello mondiale, che nei giorni scorsi a causa della presenza di contaminazione virale, ha dovuto bloccare la produzione di un impianto situato a Allston Landing, una località nelle immediate vicinanze di Boston, nello stato del Massachusetts.

Secondo quanto ha dichiarato l'azienda, il ceppo virale trovato nell'impianto,  il Vesivirus 2117, finora non ha mai causato infezioni nell'uomo ma può interferire con la crescita delle cellule utilizzate per la produzione di farmaci biologici.

Genzyme, le cui azioni sono scese del 6,5%, ha fatto sapere che le scorte dei due farmaci prodotti nell'impianto di Allston Landing ovvero Cerezyme (per la malattia di Gaucher) e Fabrazyme (per la malattia di Fabry) non sono sufficienti per soddisfare la domanda globale dei due prodotti. L'impianto, a livello mondiale l'unico dove vengono prodotti i due farmaci, non tornerà operative che alla fine del prossimo mese di luglio.

Genzyme ha fatto sapere che già lo scorso anno in due occasioni il virus aveva causato problemi produttivi.
L'azienda si dice fiduciosa della qualità dei farmaci prodotti nell'impianto di Allston e conta di poter risolvere il problema di contaminazione in tempi rapidi.