In un'intervista concessa al quotidiano francese "Le Figaro", l'amministratore delegato di Genzyme, Henri Termeer, ha confermato che la sua azienda è disponibile a una trattativa che leghi il valore complessivo della società alla futura performance di  Campath (alemtuzumab) nella terapia della sclerosi multipla (SM).

Si tratta di un cambiamento di rotta rispetto alla posizione assunta dalla biotech americana fino a pochi giorni fa, quando aveva fermamente respinto la proposta di acquisito di sanofi giudicandola del tutto inadeguata a quello che riteneva il vero valore della società. Sanofi aveva offerto 69 dollari per azione, pari a 18,5 miliardi di dollari per il valore complessivo della società. Genzyme ritiene invece che il vero valore dell'azienda sia intorno agli 89 dollari per azione.

In effetti, uno dei più importanti elementi di contrapposizione tra le due società è il valore attribuito alle vendite future di Campath nella SM. Il farmaco oncologico, approvato per la cura della leucemia, è infatti studiato anche nella SM con risultati che nella fase II sono stati promettenti. Come poi traslare i dati clinici in perfomance di mercato è impresa sempre complicata. E lo posizioni tra chi vuole comprare e chi potrebbe voler vendere, divergono molto: per Genzyme le vendite in questa patologia potrebbero arrivare fino a 3,5 miliardi di dollari l'anno, per sanofi si fermerebbero a 700 milioni. Nel 2011, tra giugno e settembre, si conosceranno i dati della fase III nella SM: solo allora sapremo chi è nel giusto.

L'accordo potrebbe quindi essere siglato scorporando il valore futuro di Campath che sarebbe oggetto di un accordo separato. Il manager americano non ha però escluso che vi possano essere anche altri potenziali compratori.