Gilead Sciences ha firmato un accordo definitivo per l'acquisizione dalla società Phenex Pharmaceuticals del programma 'farnesoide X Receptor (FXR), che comprende piccole molecole che agiscono come  agonisti del FXR studiate per il trattamento delle malattie del fegato, tra cui steatosi epatica non alcolica (NASH).

Secondo l'accordo, Gilead corrisponderà a Phenex un pagamento anticipato più ulteriori versamenti del valore potenziale fino a $470 milioni in base al raggiungimento di determinati traguardi.

La steatosi epatica non alcolica (NASH) è una grave malattia epatica cronica comune caratterizzata da flogosi e accumulo eccessivo di depositi di grasso nel fegato che può causare fibrosi progressiva e insufficienza epatica. Si stima che la steatosi epatica non alcolica affligga il 10-20 per cento della popolazione nei Paesi sviluppati. Al momento non è disponibile alcuna terapia approvata per il trattamento della steatosi epatica non alcolica.

L'FXR è un recettore ormonale nucleare che regola l'omeostasi degli acidi biliari, dei lipidi e del glucosio che può contribuire a contenere la steatosi epatica e la flogosi e a prevenire lo sviluppo di fibrosi epatica.

“Questo accordo rappresenta una pietra miliare importante per la nostra società e per il ramo della ricerca sulle malattie epatiche” ha affermato il dottor Claus Kremoser, Direttore generale di Phenex Pharmaceuticals AG. “Dopo 15 anni di ricerca, FXR è ora uno dei pochi target clinicamente convalidati per la steatosi epatica non alcolica e siamo estremamente lieti che Gilead continuerà le attività di ricerca necessarie per sfruttarne più a fondo il potenziale per l'avanzamento del trattamento delle malattie epatiche.”

“L'acquisizione del programma FXR di Phenex rappresenta un'opportunità importante ai fini dell'accelerazione degli sforzi attuati da Gilead per lo sviluppo di nuove opzioni terapeutiche per il trattamento delle malattie epatiche fibrotiche” ha spiegato il dottor professor Norbert W. Bischofberger, Vicepresidente esecutivo del reparto Ricerca e Sviluppo, nonché Direttore scientifico presso Gilead. “Siamo ansiosi di lavorare in stretta collaborazione con il personale addetto alla ricerca e allo sviluppo di Phenex per portare avanti il programma FXR ed avviare la fase di sviluppo clinico il prima possibile per esplorarne il potenziale in aree ove sussistono esigenze insoddisfatte importanti.”

La steatosi epatica non alcolica (NASH) è una malattia del fegato caratterizzata dall'accumulo di grasso (lipidi) nel fegato. A differenza della steatosi epatica (il fegato grasso identificato con la sigla NAFLD) è caratterizzata da una condizione più grave in cui il fegato è soggetto a processi infiammatori, di cicatrizzazione e morte dei tessuti (necrosi), che alterano in modo definitivo la funzionalità dell'organo.

È una malattia epatica cronica che può evolvere fino allo stadio di cirrosi epatica e portare ad insufficienza epatica. La maggior parte dei pazienti colpiti dalla NASH non presenta sintomi e quindi non sa di avere un problema al fegato, tuttavia questa patologia può essere anche grave e portare all’epatopatia alcolica, cioè a una situazione in cui il fegato subisce danni e lesioni permanenti e non è più in grado di funzionare correttamente.

Concrete speranze per la cura della NASH  ha suscitato la recente scoperta a del ruolo cardine svolto dal recettore nucleare degli acidi biliari Farnesoid X Receptor (FXR) nell’omeostasi epatobiliare.
I Recettori Nucleari sono il sostegno molecolare dello stato di salute dei lipidi: si legano direttamente al DNA e determinano l’attivazione o lo spegnimento di più geni contemporaneamente, garantendo risposte coordinate e funzionalmente efficaci.

FXR, in particolare, orchestra la formazione e secrezione della bile, e il suo fisiologico ricircolo tra fegato ed intestino. La fisiologia biliare, infatti, risiede nell’attività sincronizzata di fegato e intestino, e dalla sua modulazione da parte degli ormoni e della dieta. A livello epatico, FXR inibisce la sintesi ed aumenta la secrezione biliare dei sali biliari. L'attivazione intestinale di FXR e' in grado di inibire la sintesi epatica di sali biliari.