L’azienda farmaceutica americana Gilead Sciences ha concesso in licenza a sette compagnie farmaceutiche indiane  i propri farmaci per l’epatite C al fine di renderli disponibili a costi contenuti in 91 Paesi in via di sviluppo, ivi compresa l’India, nei quali si stima vivano oltre 100 milioni di persone colpite dell’infezione.

L’accordo riguarda sofosbuvir e ledipasvir. I due farmaci, se associati, consentono una terapia interferon free qualsiasi sia il genotipo dell’infezione.

Le aziende coinvolte nella produzione di Sovaldi e ledipasvir sono Cipla, Ranbaxy Laboratories, Cadila Healthcare, Mylan Laboratories, Sequent Scientific, Strides Arcolab e Hetero Drugs.

Le società saranno libere di fissare i loro prezzi per i farmaci e dovranno pagare a Gilead le royalties sulle vendite. La vendita di questi farmaci non sarà consentita nei Paesi al di fuori del perimetro dell’accordo. E’ ovviamente un passo significativo per rendere disponibili i due farmaci anche nelle regioni più povere del mondo.

Gilead Sciences non è nuova a questi accordi. Lo scorso mese di aprile la società americana ha raggiunto un accordo che consente a Medici Senza Frontiere di procurarsi il farmaco anti epatite C Sovaldi (sofosbuvir) per poi distribuirlo in alcuni Paesi a basso reddito a un costo di $900 per una terapia di 12 settimane, quasi 100 volte meno degli $84mila necessari per la cura negli Stati Uniti.

Va poi segnalato l’accordo concluso con le autorità egiziane un  paese dove l’epatite C ha un’altissima prevalenza.

Anche Gilead dovrebbe beneficiare dell’accordo annunciato oggi perché il suo brevetto sui due farmaci è già stato messo in discussione in molti paesi, anche in India. All'inizio di quest'anno, le organizzazioni della società civile, come la Delhi Network of Positive People and Initiative for Medicine e la Access to Knowledge hanno depositato ai tribunali indiani, già di per se poco sensibili ai brevetti (degli altri paesi)  richieste  per contestare la validità di una domanda di brevetto per sofosbuvir. Le organizzazioni mettono in dubbio la novità, l'attività inventiva e persino l'efficacia del prodotto. Quest’ultima, in vero, quasi impossibile da sostenere.

Anche altre aziende di generici come Natco, e l'indiana Pharmaceutical Alliance, che rappresenta 18 grandi produttori di generici , avrebbero a loro volta sfidato il brevetto. Una decisione dell'ufficio brevetti contro Gilead potrebbe permettere alle aziende di vendere la versione generica del farmaco senza entrare in alcun accordo con la ditta produttrice.

La decisione di Gilead annunciata oggi spiazza un po’ tutti e, cosa più importante, consentirà a decine di milioni di persone di potersi avvalere della nuova cura, che, come sappiamo, è quasi sempre definitiva.

Per quanto concerne l’Italia, si è sempre in attesa che Aifa e Gilead raggiungano un accordo. Si spera che ciò accada entro la fine del mese.