Gilead e Sangamo alleate nella terapia genica del cancro. Accordo (potenziale) da $3 mld

La compagnia biofarmaceutica californiana Kite, interamente controllata da Gilead, ha firmato un accordo di collaborazione globale per lo sviluppo di farmaci oncologici con la statunitense Sangamo Therapeutics, specializzata nella terapia genica. Le aziende utilizzeranno la piattaforma tecnologica di Sangamo chiamata "zinc finger nuclease" (ZFN) per sviluppare terapie cellulari di nuova generazione contro il cancro.

La compagnia biofarmaceutica californiana Kite, interamente controllata da Gilead, ha firmato un accordo di collaborazione globale per lo sviluppo di farmaci oncologici con la statunitense Sangamo Therapeutics, specializzata nella terapia genica. Le aziende utilizzeranno la piattaforma tecnologica di Sangamo chiamata “zinc finger nuclease” (ZFN) per sviluppare terapie cellulari di nuova generazione contro il cancro.

Gilead verserà $ 150 mln in anticipo, ma in totale Sangamo avrà diritto fino a 3 miliardi di dollari in pagamenti potenziali su oltre 10 prodotti. I pagamenti saranno legati a diverse tappe di ricerca, sviluppo, approvazione e commercializzazione. Sangamo avrà anche diritto a royalties per i prodotti futuri.

«Questa collaborazione tra Kite e Sangamo unisce due piattaforme leader per sviluppare terapie cellulari di primo livello in oncologia», ha dichiarato Sandy Macrae, CEO di Sangamo, in una nota. «Siamo entusiasti dell'impegno di Kite nel guidare l'innovazione in questo campo, e non vediamo l'ora di lavorare insieme per realizzare appieno la promessa della terapia cellulare nel trattamento del cancro».

Le azioni di Sangamo sono salite del 9,46% alla notizia. Avevano già guadagnato il 500% negli ultimi 12 mesi. Anche le azioni di Gilead Sciences sono leggermente aumentate nel trading pre-mercato e sono aumentate di circa il 17 percento negli ultimi 12 mesi.

Gilead ha conquistato Kite Pharma lo scorso anno attraverso un’acquisizione da $12 miliardi al fine di ottenere l'accesso a una classe emergente di immunoterapie anticancro chiamate CAR-T cell e compensare così il rallentamento delle vendite dei suoi farmaci per l' epatite C.

Utilizzando la tecnologia Sangamo, Gilead potrebbe potenzialmente garantire le capacità di offrire terapie cellulari allogeniche o off-the-shelf che potrebbero provenire da un donatore sano invece che dal paziente stesso, La tecnologia allogenica permetterebbe anche di somministrare più rapidamente le terapie cellulari ai pazienti.

La tecnologia di Sangamo è conosciuta da oltre due decenni, ma recentemente è stata messa i ombra da altri strumenti di “gene editing” come CRISPR. Le zinc finger nuclease lavorano sezionando il DNA in un punto preciso e aggiungendo il gene correttore.

L’accordo con Sangamo è nella direzione dello sviluppo della seconda generazione di CAR T cell su cui stanno lavorando anche Novartis e Celgene. E’ un momento molto fluido per questa promettente tecnologia e le aziende stanno cercando di rendere queste terapie, da una parte più mirate ed efficaci e, dall’altra, più economiche e veloci da produrre.

Cosa sono le zinc finger nuclease (ZFN) di Sangamo
Si tratta di una classe di proteine naturali chiamate ZFP (zinc finger DNA-binding protein) che riconoscono e si legano a specifiche sequenze di DNA. Possono essere ingegnerizzate perché si leghino praticamente a qualsiasi sequenza genetica.

E’ possibile allegare a queste proteine una nucleasi, ovvero un dominio funzionale che taglia il DNA, per creare una zinc finger nuclease (ZFN).

Quando una coppia di ZFN si lega ai siti di destinazione del DNA, con orientamento e spaziatura corretti, la sequenza di DNA compresa tra le due ZFN viene tagliata.
Questa rottura nel DNA innesca un processo naturale di riparazione, sul quale si può intervenire per ottenere un risultato utile dal punto di vista terapeutico.
Tramite le ZFN è per esempio possibile eliminare un gene difettoso, o inserire un gene con valenza terapeutica nel genoma in modo mirato.

Due accordi da inizio anno e prospettive rosee per Sangamo
Oltre al nuovo accordo con Kite e Gilead, Sangamo ha stipulato un secondo accordo di collaborazione e licenza con Pfizer, per fornire la sua piattaforma ZFP-TF per potenziali terapie geniche per la sclerosi laterale amiotrofica (ALS) legata a C9ORF72 e la degenerazione lobare frontotemporale (FTLD).

Ha anche reso noti i suoi dati finanziari del quarto trimestre. Il totale delle entrate per il 2017 è stato di $ 36,6 mln, in rialzo rispetto ai 19,4 del 2016. I costi operativi totali sono stati invece di $ 92,9 mln, in lieve aumento rispetto ai 92,9 del 2016. La società ha registrato liquidità, titoli negoziabili e interessi attivi per $ 244,560 mln alla fine del 2017, rispetto ai 142,759 dell’anno precedente.

«Con due annunci di collaborazione dall'inizio dell'anno, il 2018 è iniziato in modo vivace», ha affermato Macrae in una nota. «Quest'anno continuiamo a gettare le basi per fare di Sangamo un'azienda sostenibile e pienamente integrata, che sviluppa, produce e commercializza nuove terapie genomiche da sola o in collaborazione con partner industriali. Ora abbiamo cinque programmi clinici attivi, con ulteriori attività precliniche che avanzano verso lo sviluppo clinico. Forse ancora più importante, ci aspettiamo entro la metà dell’anno di cominciare a raccogliere i dati dei nostri studi clinici più avanzati, SB-525 per l’emofilia A e SB-913 per la mucopolisaccaridosi di tipo II».

Sebbene la più nota tecnica di modifica genica CRISPR/Cas9 ottenga la maggior parte dell'attenzione dei media nel settore dell’editing genetico, l'approccio di Sangamo sta guadagnando terreno, come dimostrato dall'interesse di Pfizer e Gilead.

John Milligan, CEO di Gilead, ha dichiarato: «L'emergere dell'editing genetico come strumento per modificare le cellule immunitarie, è una promessa nello sviluppo di terapie dotate di sicurezza, efficacia ed efficienza potenzialmente migliorate. Riteniamo che le “zinc finger nuclease” forniscano la piattaforma di editing genico ottimale e non vediamo l'ora di lavorare con Sangamo per accelerare i nostri sforzi nello sviluppo di terapie cellulari autologhe di prossima generazione, nonché di trattamenti allogenici a cui è possibile accedere in modo più comodo in ambito ospedaliero per le persone che vivono con il cancro».