Gilead lascia perdere lo sviluppo di momelotinib e lo cede (per poco) a Sierra Oncology

Gilead Sciences ha venduto il suo farmaco sperimentale momelotinib a Sierra Oncology per una somma iniziale di 3 milioni di dollari, oltre a potenziali pagamenti futuri fino a 195 milioni di dollari e royalty di vendita. Gilead aveva ottenuto l'inibitore orale della delle Janus Kinasi 1 e 2 nel 2013 attraverso l'acquisto di YMI BioSciences.

Gilead Sciences ha venduto il suo farmaco sperimentale momelotinib a Sierra Oncology per una somma iniziale di 3 milioni di dollari, oltre a potenziali pagamenti futuri fino a 195 milioni di dollari e royalty di vendita.

Gilead aveva ottenuto l'inibitore orale della delle Janus Kinasi 1 e 2 nel 2013 attraverso l'acquisto di YMI BioSciences.

Nel 2016, su questo farmaco Gilead aveva riportato risultati non del tutto convincenti di studi in fase avanzata in pazienti affetti da mielofibrosi. Nello studio SIMPLIFY-1, momelotinib aveva raggiunto l’end point primario di non inferiorità rispetto a ruxolitinib (l’attuale standfard of care di questa grave Patologia) misurato con il numero di pazienti che raggiungeva una riduzione del volume della milza di almeno il 35% alla settimana 24 (SRR24; momelotinib 26,5%, ruxolitinib 29,0%). Lo studio non aveva però dimostrato la non inferiorità di momelotinib per quanto riguarda il controllo dei sintomi della malattia, un importante end point secondario del trial.

Sierra ha osservato che alcuni membri del suo team di gestione hanno avuto esperienza precedenti nello sviluppo di momelotinib quando era ancora gestito dalla biotech australiana Cytopia, la società che ha scoperto il farmaco.

"L'aggiunta di questa risorsa di Fase III alla nostra pipeline aiuta a fare di Sierra una società diversificata per lo sviluppo di farmaci in fase avanzata di sviluppo con un orientamento commerciale", ha commentato Nick Glover, amministratore delegato della società. Glover ha detto "l'azienda è posizionata in modo unico per far avanzare momelotinib verso la registrazione", aggiungendo "riteniamo che uno studio clinico aggiuntivo sarà probabilmente necessario per consolidare i dati clinici pre esistenti".