Gilead per $1,2 mld compra Nimbus Apollo e si rafforza nella steatosi epatica non alcolica

Gilead Sciences ha firmato un accordo definitivo per acquisire la societą Nimbus Apollo, azienda controllata dall'americana Nimbus Therapeutics, e accaparrarsi i diritti del programma di sviluppo del suo inibitore dell'acetil-CoA Carbossilasi (ACC) in Fase I per il trattamento della steatoepatite non alcolica (NASH) nonchč di altre molecole studiate per il trattamento di diverse malattie epatiche.

Era la cosa più logica che Gilead potesse fare, vista la sua fortissima introduzione in epatologia. Già nei mesi scorsi come possibili prede della multinazionale americana erano circolati i nomi di Intercept e Genfit, società impegnate nella ricerca di una cura per la steatoepatite non alcolica (NASH).

Oggi Gilead Sciences ha rotto gli indugi e ha fatto sapere di aver firmato un accordo definitivo per acquisire la società Nimbus Apollo, azienda controllata dall’americana Nimbus Therapeutics, per accaparrarsi i diritti del programma di sviluppo di NDI-010976, un inibitore dell’acetil-CoA Carbossilasi (ACC), un farmaco in sviluppo per il trattamento della NASH, e di altre molecole per il trattamento di diverse malattie epatiche.

In base all’accordo, Gilead verserà a Nimbus una somma immediata pari a 400 milioni di dollari, più altri potenziali pagamenti al raggiungimento di determinate milestone di sviluppo, che potrebbero raggiungere un valore complessivo di 1,2 miliardi di dollari. Si tratta di una cifra molto elevata se si pensa che il farmaco di punta dell’azienda è ancora in fase I del suo sviluppo clinico.

Al completamento dell’acquisizione, Nimbus Apollo diventerà un’azienda sussidiaria interamente di proprietà di Gilead. Nimbus Therapeutics manterrà il controllo delle altre società di ricerca e sviluppo di sua proprietà. Gilead sarà responsabile dello sviluppo futuro e della commercializzazione degli ACC inibitori acquisiti da Nimbus.

Il programma di sviluppo clinico di Nimbus Apollo include il farmaco di punta conosciuto con la sigla NDI-010976, un ACC inibitore sviluppato per il trattamento della NASH e altri potenziali trattamenti per la terapia del carcinoma epatocellulare e altre malattie epatiche.

Lo scorso febbraio Nimbus ha ottenuto la Fast Track designation dall’Fda, ovvero la procedura di valutazione accelerata per NDI-010976 e i dati relativi alla fase I di sviluppo del farmaco verranno presentati tra pochi giorni a Barcellona in occasione del Congresso annuale della European Association for the Study of the Liver (EASL).

Commentando l’acquisizione, Norbert Bischofberger, CEO di Gilead ha affermato, "l’accordo rappresenta un’opportunità importante per accelerare gli sforzi di Gilead per rispondere ai bisogni non soddisfatti dei pazienti con NASH. Queste molecole rafforzeranno ulteriormente la pipeline della nostra azienda e la capacità di avanzamento del programma clinico su questa malattia, che comprende farmaci che agiscono su target multipli coinvolti nella patogenesi della NASH”.

Cos’è la NASH?
La steatoepatite non alcolica (NASH) è una malattia del fegato caratterizzata dall'accumulo di lipidi a livello epatico. A differenza della steatosi epatica (il fegato grasso identificato con la sigla NAFLD) è caratterizzata da una condizione più grave in cui il fegato è soggetto a processi infiammatori, di cicatrizzazione e morte dei tessuti (necrosi), che alterano in modo definitivo la funzionalità dell'organo. È una malattia epatica cronica che può evolvere fino allo stadio di cirrosi epatica e portare ad insufficienza epatica. Si stima che in Usa sia la terza causa di trapianto di fegato.

La malattia colpisce circa 15 milioni di persone negli Stati Uniti e potrebbe diventare la causa principale di trapianto di fegato entro il 2020. Ad oggi non esistono trattamenti specifici per questa patologia.

Qual è il target farmacologico del farmaco di Nimbus?

L’Acetil-CoA carbossilasi (ACC) è un enzima con due isoforme (ACC1 e ACC2) coinvolto nella sintesi degli acidi grassi endogeni e nella regolazione della beta ossidazione, un processo attraverso il quale gli acidi grassi vengono scissi nella cellula epatica. L’inibizione di ACC ha il potenziale di prevenire la produzione di nuovi lipidi all’interno del fegato e di stimolare la loro rottura. Nei modelli animali di malattia da fegato grasso, l’inibizione di ACC ha ridotto il contenuto di lipidi a livello epatico, l’infiammazione e la fibrosi, che sono segnali importanti di progressione della NASH. NDI-010976 è un potente inibitore di entrambe le isoforme di ACC.

La ricerca di Gilead nella NASH
Gilead era già presente nella ricerca sulla cura della NSH con due farmaci sperimentali: simtuzumab e GS-4997.

GS-4997, è un inibitore della kinasi che regola il segnale di apoptosi (apoptosis signal-regulating kinase (ASK1), ed è attualmente in fase II in pazienti con NASH e fibrosi epatica da moderata a severa.

Simtuzumab è un anticorpo monoclonale sperimentale altamente selettivo per l’LOXL2, un enzima che modifica la matrice extracellulare promuovendo il legame crociato delle fibre di collagene. Si ritiene che l’LOXL2 svolga un ruolo importante nella progressione del tumore e nel processo metastatico e nello sviluppo delle malattie fibrotiche.

Gli altri contendenti in campo per il mercato della NASH
La prima azienda per la quale era circolata voce di un interesse di Gilead è Intercept Pharmaceuticals. Il suo candidato farmaco è l’acido obeticolico, attualmente in fase di revisione da parte dell’Fda. L’approvazione è attesa per metà anno.
La capitalizzazione dell’azienda è di circa 3 miliardi di dollari e quindi per acquisirla Gilead avrebbe dovuto sborsare una cifra intorno a $5 miliardi.

Un altro possibile target per Gilead, sempre nello stesso settore era la francese Genfit, che a sua volta sta sviluppando un candidato farmaco per la NASH che prende il nome di elafibranor.  Nel 4 ° trimestre del 2015 sono iniziati 3 studi di fase III e cui risultati intermedi saranno rilasciati a metà 2017. Gli studi dovrebbero essere completati nel 2018 e l’immissione in commercio del farmaco potrebbe avvenire già nel 2019.

Si stima che a livello mondiale il mercato della NASH, patologia per la quale oggi non esiste  nessun farmaco approvato, potrebbe valere fino a $40 miliardi l’anno.