Gilead si allea con Pfizer per rafforzare la pipeline CAR-T

Gilead e il suo nuovo acquisto, la societÓ biotecnologica, Kite Pharma, si sono alleate con Pfizer per lavorare su uno studio combinato Yescarta-utomilumab in alcuni tumori del sangue.

Gilead e il suo nuovo acquisto, la società biotecnologica, Kite Pharma, si sono alleate con Pfizer per lavorare su uno studio combinato Yescarta-utomilumab in alcuni tumori del sangue.

Yescarta (axicabtagene ciloleucel), approvato dalla Fda lo scorso anno nella prima ondata di nuove terapie cellulari CAR-T, sarà affiancato all’anticorpo monoclonale umanizzato agonista 4-1BB di Pfizer, utomilumab, in pazienti con linfoma refrattario a grandi cellule B.

Lo studio di fase 1-2, che sarà sponsorizzato da Kite, dovrebbe iniziare quest'anno, e i dati ottenuti dai primi test serviranno per «valutare le opzioni per l'ulteriore sviluppo di questa combinazione, o combinazioni simili tra i prodotti di Kite con cellule T ingegnerizzate e utomilumab», hanno affermato le aziende in una dichiarazione congiunta.

La terapia CAR-T di Gilead
Yescarta è stato approvato dalla Fda lo scorso anno per gli adulti affetti da linfoma non-Hodgkin (il più diffuso tumore del sangue) che sono già stati sottoposti ad almeno due trattamenti chemioterapici senza alcun beneficio.
Secondo i ricercatori, il trattamento genetico trasforma le cellule del paziente in un’arma in grado di attaccare le cellule tumorali. Si tratta di un nuovo sviluppo della promettente ricerca nel settore dell’immunoterapia, che usa farmaci o modifiche genetiche per rafforzare il sistema immunitario e potenziarlo nel reagire contro il cancro.

Gilead si è aggiudicata il farmaco, che sta studiando anche in altri tumori del sangue, attraverso l’acquisizione di Kite Pharma per $ 12 mld lo scorso anno. Il sodalizio tra le due aziende si sta preparando a competere con Novartis e la sua terapia CAR-T Kymriah (tisagenlecleucel), approvato negli Stati Uniti per alcuni pazienti pediatrici e giovani adulti con una forma di leucemia linfoblastica acuta (ALL).

Kymriah è anche stato accettato dalla Fda nel suo sistema di revisione prioritaria per i pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivante o refrattario (DLBCL r/r) che non sono eleggibili, o hanno avuto ricadute, al trapianto di cellule staminali autologhe (ASCT). Anche l'Ema ha dato una valutazione accelerata per bambini e giovani adulti con r/r B-cell ALL, così come pazienti adulti con DLBCL r/r che non sono eleggibili per l’ASCT.

Il candidato di Pfizer
Nel frattempo, utomilumab di Pfizer, noto anche come PF-05082566, un agonista sperimentale del recettore 4-1BB che appartiene alla famiglia dei fattori di necrosi tumorale, nei modelli preclinici ha mostrato di migliorare le risposte immunitarie mediate dalle cellule T. Pfizer sta attualmente testando il farmaco sia nei tumori del sangue che in quelli solidi, come singolo agente e in combinazione con altri farmaci antitumorali.

«Utomilumab potrebbe migliorare la proliferazione e l'attività delle cellule T, aumentando il dominio costimolatore CD28 di Yescarta con segnali esogeni 4-1BB», afferma Pfizer in una nota.

«Kite è impegnata a realizzare il pieno potenziale di Yescarta e di altre tecnologie di terapia cellulare su una vasta gamma di tumori», ha affermato David Chang, responsabile mondiale della ricerca e sviluppo di Kite. «Siamo lieti di collaborare con Pfizer a questo studio con utomilumab, che si aggiunge al numero crescente di approcci combinati che stiamo esplorando con Yescarta per i pazienti che vivono con linfoma».

Questa collaborazione rappresenta un’ulteriore alleanza tra aziende biofarmaceutiche contro il cancro, che si aggiunge alla sempre crescente lista di compagnie che combinano diverse tecnologie nella speranza di ottenere un effetto maggiore o meno effetti collaterali.

Linfoma diffuso a grandi cellule B
Indicato anche con la sigla DLBCL, dall'inglese diffuse large B cell lymphoma, è una neoplasia linfoide che colpisce soprattutto, ma non esclusivamente, soggetti adulti o anziani, caratterizzata tipicamente dal coinvolgimento di una singola sede linfonodale o extralinfonodale e da rapida espansione della massa tumorale.

Il linfoma diffuso a grandi cellule B è classificato all'interno dei linfomi non Hodgkin, dei quali ne rappresenta il 30-40%. Colpisce prevalentemente adulti-anziani, ma può presentarsi anche nell'infanzia, costituendo circa il 6% dei linfomi di interesse pediatrico.

Il DLBCL è una forma di linfoma molto aggressiva e, se non trattato, ha una prognosi infausta. Circa il 40% dei DLBCL può essere curato con terapia standard, anche se il 50% dei pazienti presenta ricadute dopo il trattamento e muore di linfoma ricorrente. Tuttavia i nuovi protocolli terapeutici consentono un ampio intervallo libero da malattia, con percentuali di sopravvivenza a 5 anni superiori al 60%.