Gilead si rafforza nello sviluppo della CAR-T cell con l'acquisizione di Cell Design

Gilead pagherà 175 milioni di dollari in anticipo e fino a ulteriori 567 milioni per acquisire Cell Design Labs, azienda con sede in California, rafforzando il proprio impegno per la terapia cellulare contro il cancro. La decisione arriva solo tre mesi dopo aver acquistato per 11,9 miliardi di dollari Kite Pharma e il suo trattamento a base di CAR-T denominato Yescarta (axicabtagene ciloleucel), un farmaco successivamente approvato dall'Fda.

Gilead pagherà 175 milioni di dollari in anticipo e fino a ulteriori 567 milioni per acquisire Cell Design Labs, azienda con sede in California, rafforzando il proprio impegno per la terapia cellulare contro il cancro. La decisione arriva solo tre mesi dopo aver acquistato per 11,9 miliardi di dollari Kite Pharma e il suo trattamento a base di CAR-T denominato Yescarta (axicabtagene ciloleucel), un farmaco successivamente approvato dall’Fda.

Cell Design è solo in fase preclinica, ma ha sviluppato due nuove piattaforme tecnologiche: un sistema per l'ingegnerizzazione delle CAR-T cell per il targeting di due antigeni e un sistema di modulazione dell’attività delle CAR-T, che Gilead ritiene possa migliorare sicurezza e selettività del trattamento.

«Questa acquisizione dimostra il nostro profondo impegno nel continuare a investire nell'innovazione futura nel campo della terapia cellulare, sia internamente che esternamente» ha dichiarato il CEO di Gilead John Milligan che ha indicato che ritiene che le terapie cellulari diventeranno il fondamento del trattamento del cancro negli anni a venire.

Quando Gilead acquisì Kite, i manager dell’azienda anticiparono che si aspettavano di investire ulteriormente nella terapia cellulare. A fine ottobre, in una conference call con gli analisti, Milligan affermò «Siamo abbastanza interessati a introdurre tecnologie che miglioreranno la nostra capacità di far avanzare la CAR-T alle prossime generazioni di CAR-T».
Quindi l'accordo per Cell Design non è una sorpresa; stupisce però la velocità con cui Gilead abbia dato seguito all'acquisizione di Kite, chiaro indice dell'impegno dell'azienda nel rendere la terapia cellulare la sua prossima ara terapeutica.

La tecnologia di Cell Design
Specializzata in ingegneria cellulare, Cell Design ha sviluppato due piattaforme tecnologiche che possono essere utilizzate per modulare il comportamento delle cellule T modificate.
La prima, chiamata synNotch, consente ai ricercatori di progettare cellule CAR-T che richiedono il riconoscimento di due antigeni per l'attivazione.

L'altra piattaforma di Cell Design, soprannominata "Throttle", consiste in una sorta di interruttore in grado di modulare l'attività delle CAR-T mediante l’utilizzo di piccole molecole, offrendo una potenziale opportunità per migliorare la sicurezza delle terapie cellulari.

Oltre alle sue tecnologie ingegneristiche, Cell Design ha anche diversi candidati pre-clinici in sviluppo per il mieloma multiplo, il carcinoma della prostata e il carcinoma epatocellulare.

Il principale concorrente di Gilead in questo settore è Novartis la cui terapia CAR-T, Kymriah (tisagenlecleucel), lo scorso agosto ha ricevuto l’approvazione dall’Fda per il trattamento della leucemia linfoblastica acuta refrattaria ad altre terapie. Novartis si è concentrata su un solo obiettivo, denominato CD19, che è comunemente espresso da tumori maligni delle cellule B; con l’evoluzione delle CAR-T, gli scienziati hanno iniziato a considerare antigeni diversi dal CD19 per migliorare o ampliare il potenziale delle CAR-T in tipologia di cancro differenti.

Gilead confida infatti che le due piattaforme potrebbero aiutare a espandere gli sforzi in ricerca e sviluppo verso nuovi tumori del sangue o persino tumori solidi.
In base ai termini dell'accordo, Gilead acquisirà tutte le quote in circolazione di Cell Design, compreso il 12% del capitale azionario detenuto da Kite per totale di circa 567 milioni di dollari. Cell Design riceverà 175 milioni di dollari in anticipo, con altri 322 milioni potenziali pagabili agli azionisti della società al raggiungimento di determinati traguardi.

La tecnologia CAR-T
Quando si sviluppa un tumore, i linfociti T, un cui sottotipo è deputato alla sorveglianza antitumore, sono inefficienti. La tecnologia CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T cell) consiste nell'isolare i linfociti T del paziente con un semplice prelievo di sangue per poi equipaggiarli, tramite un frammento di uno specifico virus, con un particolare recettore (CAR) specifico per le cellule tumorali del paziente, in modo da rendere i linfociti T nuovamente reattivi contro le cellule tumorali.

Si tratta di una grande promessa per la cura di molti tumori del sangue, per ora sperimentata soprattutto su pazienti gravissimi, ai quali restano pochi mesi di vita. La terapia CAR-T ha dato esiti molto incoraggianti contro linfomi aggressivi, diverse forme di leucemia e mieloma, sia in adulti che in bambini.
Viene definita una sorta di “auto-trapianto manipolato”, dal momento che i linfociti T, una volta estratti, vengono maneggiati in laboratorio per equipaggiarli con due potenti “munizioni”.

Un recettore di superficie in grado di riconoscere la proteina presente nella maggior parte delle cellule cancerose del tumore in questione (leucemia, mieloma), molto più potente del recettore originale e in grado di eludere alcuni meccanismi di resistenza adottati dalle cellule tumorali.

E un secondo meccanismo posto all’interno del linfocita T, che lo stimola a espandersi e a proliferare nel momento in cui si aggancia alla proteina malata, dopo averla riconosciuta. I linfociti T potenziati vengono poi fatti moltiplicare in vitro e infine reinseriti nel paziente, dove agiscono riconoscendo ed eliminando le cellule tumorali. Un aspetto particolarmente positivo di questa strategia è che l'azione contro le cellule tumorali è continua e dura sostanzialmente per sempre: questo significa che, se la malattia si ripresenta, i CAR-T identificano le nuove cellule cancerose e ricominciano a eliminarle.