GlaxoSmithKline e Pfizer, due tra le società maggiormente impegnate nella lotta all'AIDS, hanno deciso di creare una nuova società in cui far confluire i rispettivi farmaci per la lotta contro il virus dell'HIV. La nuova società detiene circa il 19% del mercato mondiale dei farmaci contro l'AIDS e ha un listino che comprende 11 prodotti già in commercio tra i quali Kivexa, Selzentry/Celsentri e Combivir. Quest'ultimo perderà la copertura brevettuale nel 2012. Complessivamente, questi prodotti generano un fatturato annuo di circa 2,4 miliardi di dollari con margini operativi per 1,3 miliardi. Il valore della nuova società, di cui non è ancora stato reso noto il nome, potrebbe essere di circa 7,5 miliardi di dollari. 

A questi farmaci si aggiungono sei molecole in sviluppo 6, inclusi 4 già in fase II. La nuova società si avvarrà dei servizi di R&D delle rispettive aziende. Non fa parte dal presente accordo il nuovo vaccino sperimentale contro l'HIV attualmente sviluppato da GSK nella propria unità belga di Rixensart.
Di questa joint venture, GSK possiede l'85% e a Pfizer rimane il restante 15%. La suddivisione è determinata dalla posizione strategicamente più forte di GSK in quest'area. Pfizer potrebbe aumentare la sua quota fino al 30,5% in funzione delle vendite dei farmaci del proprio listino. Altrimenti, se i farmaci in sviluppo non arriveranno in commercio, la quota potrebbe scendere fino al 9%.

Questa alleanza è un segno della necessità, anche per le aziende più grandi, di condividere i costi della ricerca, sempre più onerosi. Glaxo è uno dei leader nella terapia dell'HIV. Tuttavia ha un listino che si è rinnovato meno rispetto ad altre società, ad esempio Gilead, e ha pochi farmaci in sviluppo. Al contrario, Pfizer ha pochi farmaci anti HIV già in commercio, che oltretutto a detta degli analisti non stanno fornendo i risultati sperati, e diversi farmaci in sviluppo. Una situazione quasi speculare. Pfizer ha anche una forza vendita ridotta rispetto a GSK. Unendole forze le due società potranno contenere i costi  e ottenere anche sinergie commerciali.

Inoltre, dopo il merger con Wyeth, Pfizer sta rivalutando le aree terapeutiche in cui concentrarsi che sono in buona sostanza quelle in cui la società è più competitiva e a maggiore potenzialità di sviluppo. L'area HIV è una di quelle meno interessanti per  Pfizer. In questo modo l'azienda americana mantiene una presenza significativa, con costi operativi ridotti. Alcuni farmaci del listino congiunto potrebbero poi essere combinati per creare formulazioni a migliore compliance.  Il successo di Atripla, la pillola con tre principi attivi sviluppata da Gilead e BMS, potrebbe fare scuola.

A regime, entro il 2011, Glaxo si attende risparmi per circa 90 milioni di dollari. Si parla già di qualche taglio al personale  ma per ora non è stato fornito alcun dato.
Questa scelta strategica e organizzativa dà anche la possibilità alle due aziende di vendere con più facilità a qualche altra società l'intero business HIV, una volta scorporato e riorganizzato. Secondo il Wall Street Journal sarebbe proprio questo il vero fine strategico dell'alleanza.