Ricerca sulle malattie tropicali senza più segreti, condivisione dei dati, finora coperti da brevetti, relativi a nuovi antimalarici, laboratori aperti anche a ricercatori esterni, vaccino per la malaria venduto quasi al costo.

E' questa la nuova rotta annunciata oggi da Andrew Witty, amministratore delegato di  GlaxoSmithKline,  in occasione del Council on Foreign Relations che si apriva oggi a New York. ''Un sforzo organizzativo senza precedenti''  lo ha definito Witty. Quella che sta per partire, ha detto ancora Witty, ''e' una sfida, ma anche un nuovo modello organizzativo in grado di promuovere un'azione efficace a favore dei Paesi in via di sviluppo''.

L'impegno, alquanto "rivoluzionario"  è accompagnato da affermazioni di una certa durezza nei confronti del comportamento di Big Pharma. "Gli investimenti internazionali per migliorare lo stato della salute delle popolazioni dei paesi in via di sviluppo è stato davvero esiguo negli ultimi 20-30 anni. Ma le responsabilità non sono solo dei governi, anche le aziende farmaceutiche possono fare di più: basti pensare che negli ultimi decenni non c'è stato alcun avanzamento nella ricerca di farmaci per le malattie che colpiscono i paesi in via di sviluppo. Un dato che non può lasciare indifferenti", ha infatti detto Witty durante una conferenza stampa che anticipava il discorso odierno.

GlaxoSmithKline si prepara così a rendere liberamente accessibili ai ricercatori di tutto il mondo, pubblicandoli sui siti web scientifici, i dati relativi alla struttura chimica di 13.500 molecole attive contro il  P. falciparum, il protozoo più pericoloso  per la trasmissione della malaria. Un risultato al quale l'azienda è arrivata partendo dall'analisi di ben 2 milioni di composti.

Novità anche per il nuovo vaccino anti malarico sviluppato dall'azienda che dovrebbe essere disponibile in terapia nel 2012. L'azienda ha comunicato che intende commercializzarlo a un prezzo molto ridotto, grazie a un margine profitto limitato, intorno al 5%, al fine di renderlo disponibile nella maniera più ampia possibile ai paesi in via di sviluppo. Inoltre, l'azienda si impegna a reinvestire il piccolo guadagno per nuovi vaccini contro le malattie neglette. Il nuovo vaccino, che si chiamerà Mosquirix, ultimerà lo sviluppo clinico nel 2011 con il completamento di un trial di fase III che arruolerà circa 16mila persone. Se i dati saranno positivi, il dossier clinico verrà depositato agli enti regolatori internazionali.

Questa iniziativa fa parte di uno sforzo di maggiore solidarietà per i paesi in via di sviluppo. Già lo scorso anno, Glaxo aveva annunciato che avrebbe messo a disposizione dei paesi più poveri un pool di circa 800 brevetti correlati alla cura delle malattie tropicali. L'accesso a questi brevetti potrebbe comprendere anche le terapie anti HIV, una malattia che come noto colpisce l'Africa in maniera particolare. Già oggi, Glaxo ha dato ai paesi africani la possibilità di utilizzare gratuitamente 8 brevetti sui farmaci anti AIDS.
Le aziende che hanno utilizzato questi brevetti, lo scorso anno hanno prodotti farmaci antiretrovirali in quantitativi quattro volte superiori a quelli prodotti da Glaxo per gli  stessi paesi.

Inoltre, i laboratori di ricerca Gsk situati a  Tres Cantos, in Spagna, diventeranno "open" nel senso che ospiteranno fino a 60 ricercatori: "I ricercatori che hanno delle idee innovative per lo sviluppo di farmaci contro le malattie tropicali neglette possono chiedere il nostro aiuto. Grazie a un fondo di 8 milioni di dollari potremo finanziarli, ospitarli nelle nostre strutture e mettere a loro disposizione tutto il nostro know how", ha sottolineato Witty.  Se da queste ricerche dovesse emergere un farmaco efficace, l'azienda rinuncerà agli eventuali guadagni derivanti dallo sfruttamento di informazioni di sua proprietà.
L'obiettivo è favorire la collaborazione e ridurre i tempi per avere a disposizione futuri farmaci contro la malaria che abbiano costi accessibili per i paesi in via di sviluppo.