Meglio l'uovo oggi che la gallina domani. E' quanto devono aver pensato i manager della biotech danese Genmab che hanno concordato con GlaxoSmithKline una revisione degli accordi per lo sviluppo congiunto  e la commercializzazione di ofatumumab (Arzerra), un anticorpo anti-CD20 interamente umanizzato.
Il farmaco è stato da poco approvato dall'Ema per la leucemia linfatica cronica ed è in studio per altre indicazioni oncologiche e nelle malattie autoimmuni.

In base al nuovo accordo, Genmab riceverà da GSK un pagamento anticipato di 90 milioni di sterline (circa 137 milioni di dollari) ma la multinazionale inglese limiterà il suo finanziamento per questo sviluppo a 145 milioni di sterline (circa 220 milioni di dollari), inclusi 17 milioni di sterline (26 milioni di dollari) all'anno per sei anni, a partire dal 2010. Visto e considerato che il farmaco è oggetto di circa 20 studi di fase II e III, il tetto economico che è stato stabilito è piuttosto basso. Inoltre, i futuri pagamenti legati alle milestone dovuti da GSK a Genmab saranno ridotti del 50%.

GSK sarà responsabile dello sviluppo della molecola e del suo finanziamento nelle indicazioni per le malattie autoimmuni, mentre Genmab rinuncerà alle milestone legate allo sviluppo e alle prime due milestone legate alle vendite in quest'area terapeutica, ma manterrà delle royalty sulle vendite future del prodotto.
Le due aziende continueranno invece a sviluppare insieme il farmaco nelle indicazioni oncologiche.