GlaxoSmithKline si rafforza in oncologia e compra Tesaro. Affare da $ 5,1 miliardi

GlaxoSmithKline torna a occuparsi di oncologia e ha formalizzato l'acquisizione della biotech americana Tesaro per $ 5,1 miliardi in contanti. Con questo accordo la multinazionale britannica fa suo il niraparib, un PARP-inibitore approvato per il tumore ovarico con e senza mutazione BRCA e già in commercio, insieme ad altri farmaci in pipeline.

GlaxoSmithKline torna nuovamente a occuparsi di oncologia e ha formalizzato l’acquisizione della biotech americana Tesaro per $5,1 miliardi in contanti. L'affare valuta Tesaro $75 per azione, con un premio del 110 per cento sulla quotazione media degli ultimi 30 giorni della biotech Usa. Gsk si farà anche carico dei debiti di Tesaro. Il mercato ha tuttavia  giudicato troppo generosa l’offerta dell'azienda britannica le cui azioni oggi sono scese di oltre il 7 per cento.

Quasi contemporaneamente all’acquisizione di Tesaro, Gsk fa sapere  di aver ceduto a Unilever per la somma di $3,8 miliardi un business dedicato alla nutrizione basato in India e altri 20 Paesi asiatici, costituito da bevande al gusto di latte e malto d'orzo commercializzate con il marchio Horlicks.

Con l’acquisizione di Tesaro, la multinazionale britannica fa suo il niraparib, un inibitore orale del PARP (poly ADP ribose polymerase) approvato per il tumore ovarico con e senza mutazione BRCA e già in commercio, insieme ad altri farmaci in pipeline.

Nei primi nove mesi dell’anno, niraparib ha generato un fatturato di $166 milioni e, secondo Tesaro, si prevede che nel 2018 le vendite del farmaco siano comprese tra i 233 e i 238 milioni di dollari. Secondo le stime di Bloomberg, nel 2023 Zejula, questo è il marchio del farmaco, dovrebbe raggiungere vendite annue per $1 miliardo.

Zejula non è però il leader di mercato e le sue vendite sono ben al di sotto di quelle di olaparib di AstraZeneca. In più il farmaco dovrà affrontare la concorrenza di Rubraca, un altro pARP inibitore commercializzato da Clovis Oncology.

Niraparib è anche in studio in popolazioni di pazienti "all-comers" (tutti i pazienti che soddisfano i criteri di ammissibilità, senza uno stato specifico di un determinato biomarcatore), in monoterapia e in combinazione, per il trattamento di mantenimento di prima linea del cancro ovarico. I risultati del primo di questi studi, denominato PRIMA, sono attesi nella seconda metà del 2019.

Di nuovo in oncologia
Con questa acquisizione GSK rientra a pieno titolo nel business oncologico che aveva abbandonato nel 2014, quando aveva ceduto le sue attività nel settore a Novartis per la cifra di $16 miliardi, acquisendo dalla stessa la divisione vaccini (esclusi quelli influenzali) per $ 7,1 miliardi.

Dopo quell'accordo, l'azienda non aveva più un team di vendita oncologico anche se ha continuato a portare avanti le ricerche in oncologia. Il suo candidato oncologico più promettente è un anticorpo anti BCMA (B-cell maturation antigen) noto con la sigla GSK2857916, che è entrato nella fase 2 del mieloma multiplo a luglio. Nel suo rapporto World Preview 2018, la società di life science intelligence Evaluate Pharma ha previsto che il farmaco potrebbe raggiungere 1,37 miliardi di dollari di vendite entro il 2024, rendendolo uno dei cinque progetti di ricerca e sviluppo più importanti.

Emma Walmsley, CEO di GSK, ha dichiarato che l'accordo di oggi «rafforzerà la nostra attività farmaceutica accelerando la costruzione della nostra pipeline oncologica e la nostra impronta commerciale, oltre a fornire accesso a nuove capacità scientifiche. Questa combinazione sosterrà il nostro obiettivo di offrire una crescita sostenibile a lungo termine ed è coerente con le nostre priorità di allocazione del capitale. Non vediamo l'ora di lavorare con il talentuoso team di Tesaro per portare nuovi preziosi medicinali ai pazienti».

«Siamo convinti che gli inibitori di PARP siano farmaci importanti che sono stati apprezzati in termini di impatto che possono avere sui pazienti oncologici» ha detto Hal Barron, responsabile scientifico di GSK. «Siamo ottimisti sul fatto che niraparib mostrerà dei benefici come trattamento di prima linea nei pazienti con carcinoma ovarico, oltre a quelli BRCA-positivi. Siamo anche molto contenti della possibilità di esplorare l'efficacia di questo farmaco anche in altri tipi di tumore per aiutare molti più pazienti».

GSK sta guardando oltre le mutazioni di BRCA, un difetto di riparazione del DNA che gli inibitori di PARP riescono ad affrontare, e anche oltre l’indicazione nel cancro ovarico. Infatti, sono in corso studi clinici per valutare niraparib in pazienti con carcinoma ovarico che presenta deficit di ricombinazione omologa (HRD). Mentre il 15% delle pazienti con carcinoma ovarico esprime le mutazioni BRCA, ben il 50% mostra prove di HRD, ha detto Barron durante il briefing di oggi.

Inoltre, a parte il carcinoma ovarico, niraparib è attualmente in studio per essere usato come possibile trattamento nel cancro del polmone, della mammella e della prostata, sia in monoterapia che in associazione con altri medicinali, incluso con l'anticorpo sperimentale anti-PD-1 di Tesaro dostarlimab, precedentemente noto come TSR-042.

La pipeline oncologica di Tesaro
Tesaro ha una pipeline robusta e ben bilanciata fra le diverse fasi di sviluppo che comprende anche un portafoglio di molecole in fase iniziale di sviluppo candidate a diventare farmaci immuno-oncologici.

L’azienda è stata fondata nel 2010 e in questi 6 anni ha acquisito i diritti per una serie di molecole, ha completato più di 15 studi clinici e ha costruito una pipeline che include diverse molecole, tra cui diversi anticorpi monoclonali in immuno-oncologia che hanno come target PD-1, TIM-3 e LAG-3. Per i primi due stanno partendo gli studi clinici di fase I.