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GSK, ai Paesi pił poveri i brevetti non vanno applicati

In occasione del meeting dell'High Level Panel on Access to Medicines dell'ONU, il Ceo di GSK, Sir Andrew Witty, ha reso noti una serie di passi messi a punto dalla societą britannica per favorire la disponibilitą dei propri farmaci innovativi al maggior numero di persone che vivono nei Paesi pił poveri del mondo.

In occasione del meeting dell’High Level Panel on Access to Medicines dell’ONU, il Ceo di GSK, Sir Andrew Witty, ha reso noti una serie di passi messi a punto dalla società britannica per favorire la disponibilità dei propri farmaci innovativi al maggior numero di persone che vivono nei Paesi più poveri del mondo.

L’High Level Panel on Access to Medicines dell’ONU, riunito dal Segretario Generale Ban Ki-moon, raccoglie esperti dell’industria, della sanità pubblica, dei diritti umani e del settore legale: l’obiettivo è considerare un’ampia gamma di approcci per promuovere l’innovazione e l’accesso alle cure sanitarie in tutto il mondo.

Negli ultimi cinque anni l’azienda britannica ha fatto passi avanti per favorire un più ampio accesso ai farmaci, inclusi prezzi differenziati, supporto alla costruzione di infrastrutture sanitarie, condivisione dei dati e partnerships innovative.

GSK ritiene che il miglioramento dell’accesso ai farmaci in tutto il mondo necessita di un approccio flessibile e variegato alla protezione della proprietà intellettuale. Mentre la proprietà intellettuale stimola e sostiene il continuo investimento in ricerca e sviluppo, GSK ritiene che la flessibilità nel campo della proprietà intellettuale possa aiutare a fronteggiare le pressanti sfide sanitarie nei Paesi in via di sviluppo.

Lavorando in questa prospettiva, GSK sta evolvendo il proprio approccio graduato al deposito e tutela dei brevetti in modo che la proprietà intellettuale rifletta il livello economico del singolo Paese.

Per i Paesi meno sviluppati e per quelli a basso reddito GSK non depositerà i brevetti per i propri farmaci, così da consentire alle aziende di generici di produrre e fornire in quelle nazioni le versioni generiche di farmaci GSK.
Per i Paesi a medio reddito in generale GSK registrerà i brevetti ma punterà ad offrire e concordare le licenze per consentire la fornitura di versioni generiche dei propri farmaci per dieci anni. GSK intende ottenere piccole royalty sulle vendite in questi Paesi. Questa offerta sarà proposta anche a quei Paesi a basso reddito che miglioreranno nel periodo le loro condizioni economiche e la loro crescita.

Per i Paesi ad alto e medio reddito e per i Paesi del G20 GSK continuerà a ricercare la protezione totale dei brevetti. Tutti i farmaci di GSK presenti nella lista dei farmaci essenziali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità saranno interessati da questi cambiamenti.

Il Medicines Patent Pool (MPP) è un’iniziativa sostenuta dall’ONU creata per facilitare le licenze volontarie di trattamenti innovativi per HIV, epatite C e tubercolosi nei Paesi a basso e medio reddito. Ha una serie di accordi con ViiV Healthcare, azienda dedicata esclusivamente all’HIV in cui GSK è socio di maggioranza, Pfizer e Shionogi di minoranza. Tra questi accordi c’è quello del 2014, che punta ad agevolare la produzione e la vendita delle versioni generiche dell’innovativo farmaco di ViiV Tivicay (dolutegravir), nei Paesi più poveri, a basso reddito, nell’area sub-sahariana e in specifiche nazioni a medio reddito in cui il bisogno è maggiormente pressante.

GSK ha una speciale Unità dedicata ad aumentare l’accesso ai farmaci nei Paesi più poveri del pianeta. Ha fissato il prezzo dei propri farmaci nei Paesi a basso reddito al di sotto del 25 per cento rispetto a quello dei Paesi sviluppati, e reinveste il 20 per cento di tutti i profitti realizzati nei Paesi a basso reddito nel training degli operatori sanitari in queste stesse nazioni. A partire dal 2009 ha contribuito alla formazione di 40.000 operatori sanitari. L’azienda ha anche adottato una strategia di prezzi differenziati per i propri farmaci, in base alla quale i Paesi pagano un prezzo definito sulla scorta del Prodotto Interno Lordo pro capite.

GSK ha impiegato il modello di prezzi differenziati per decenni per migliorare l’accesso ai propri vaccini e consentire ai Paesi a basso reddito di condurre i programmi nazionali di immunizzazione. Ha riservato i prezzi più bassi alle organizzazioni come Gavi, Vaccine Alliance, che sostengono la vaccinazione per i bambini nei Paesi più povero del mondo. Nel 2015, GSK ha congelato i pezzi dei propri vaccini per i Paesi che non rientrano più nel novero dei quelli supportati da Gavi in virtù della loro positiva evoluzione economica, così da consentire loro di acquistare vaccini a prezzi scontati per i decenni futuri.

Nel 2015, il candidato vaccino per la malaria di GSK, prodotto grazie a trent’anni di ricerca, ha ricevuto l’opinione scientifica positiva da parte delle Autorità regolatorie europee per l’impiego nella prevenzione della malaria nei bambini nell’Africa sub-sahariana. Si tratta di un passo importante verso la disponibilità di un vaccino, che si affianca ad altri strumenti, per proteggere i bambini dalla malaria. GSK offrirà il vaccino a prezzo not-for- profit.

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