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GSK ci ripensa e si tiene stretta la ViiV

I dati di vendita di ViiV sono così positivi che GlaxoSmithKline, che fino a poco tempo fa sembrava intenzionata a mettere sul mercato una quota della società, adesso ci ha ripensato.  Tutto nasce dalla riconsiderazione sulle possibilità di crescita della società che è specializzata nei farmaci per la terapia dell’Hiv. Nel primo trimestre del 2015 le vendite dell’azienda sono cresciute del 42% rispetto allo scorso anno.

Nei primi tre mesi del 2015, ViiV ha realizzato vendite per £446 milioni. Nel 2014 i ricavi aziendali sono stati pari a 1,5 miliardi, in crescita del 15% sull’anno precedente. Si tratta dell’area di business a maggior crescita per Gsk.

ViiV nacque nel 2009 dalla messa in comune dei farmaci per l’Hiv di Gsk e di Pfizer. Successivamente, si è unita anche la giapponese Shionogi che ha portato in dote il dolutegravir, nuovo inibitore dell’integrasi a somministrazione once a day. In cambio, Shionogi ha ottenuto il 10% della società. Così adesso Gsk ha l’80% di ViiV, Pfizer e Shionogi hanno il 10% ciascuna.

Gli analisti pensavano che la quotazione in borsa avrebbe portato a una valutazione dell’azienda di circa 18 miliardi di sterline. Ma se le prospettive di crescita sono così buone ovviamente conviene aspettare.

ViiV ha una interessante pipeline, incentrata sul dolutegravir, farmaco venduto con il marchio Tivicay. L’azienda ha sviluppato Triumeq,  una triplice terapia, tutto in uno, che consente la cura completa della malattia. I tre farmaci sono abacavir, dolutegravir e lamivudina. Questa associazione precostituita è in diretta competizione con i farmaci di Gilead, Atripla e Stribild.

L’azienda ha appena avviato un programma di fase III che valuterà la combinazione di dolutegravir con rilpivirina per la terapia di mantenimento dei pazienti adulti con Hiv. Si tratta di due studi gemelli della durata di 48 settimane che arruoleranno pazienti con carica virale soppressa dopo una triplice terapia.

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