UCB ha venduto a GlaxoSmithKline circa 50 filiali commerciali localizzate in paesi non primari e il relativo giro per una somma di 515 milioni di euro. Queste filiali insieme rappresentano circa il 3-4% del giro d'affari di UCB che nel 2008 è stato di circa 3,3 miliardi di dollari. I paesi in cui UCB non esisterà più e le filiali passeranno sotto il controllo di GSK sono localizzati in Oriente, Medio Oriente, America Latina e Africa. Non sono però comprese nell'accordo le filiali di Brasile, Russia Cina, Corea del Sud e Messico considerate strategiche da UCB.

L'accordo non comprende i prodotti chiave di UCB ovvero Vimpat (lacosamide), Neupro (rotigotine), Cimzia (certolizumab). In questo modo UCB si concentra sui paesi più importanti e sui farmaci che considera il futuro dell'azienda.
Per la piccola UCB svilupparsi in questi paesi avrebbe voluto dire distrarre risorse importanti dai farmaci attualmente in sviluppo e cruciali per la stessa sopravvivenza dell'azienda.

GSK, azienda molto più grande, può invece sfruttare meglio le opportunità di sviluppo in questi paesi minori ma a forte crescita. GSK continua quindi l'espansione nei paesi emergenti già iniziata con acquisizione della sudafricana Aspen Pharmaceuticals e delle attività egiziane e pakistane di Bristol Myers Squibb.