Le azioni della biotech americana Human Genome Sciences (Hgs) hanno preso il volo crescendo di oltre il 17% sulla base di rumors di mercato che vedrebbero l'azienda possibile preda di  GlaxoSmithKline (Gsk). Quest'ultima, secondo quanto riporta il quotidiano britannico Daily Mail, sarebbe disposta a sborsare 25 dollari per azione, pari a 4,8 miliardi di dollari per assicurarsi la proprietà di Hgs. Entrambe le società hanno preferito non commentare la notizia.

Secondo gli analisti il timing di questa offerta di acquisto sarebbe quello giusto, in quanto le azioni di Hgs sono al minimo da due anni a questa parte avendo toccato gli 11,50 dollari per azione dopo essere salite fino a 30 dollari al momento dell’approvazione di belimumab, farmaco molto promettente il cui potenziale è ancora da stabilire in via definitiva. Il valore delle azioni, secondo i commentatori, non terrebbe conto degli asset della società, che, oltre a belimumab, comprendono diversi altri farmaci.

Belimumab è un anticorpo monoclonale sviluppato congiuntamente da HGS e Gsk per la cura del lupus. Lo scorso mese di marzo belimumab ha avuto il via libera dell’Fda per la terapia del lupus eritematoso sistemico e nel mese di luglio il farmaco ha ricevuto l’approvazione anche dell’Ema. Dopo oltre 50 anni, si tratta della prima nuova terapia per questa grave patologia. Il Nice però ha recentemente detto un primo no al farmaco ritenendone eccessivo il costo.

Oltre a belimumab, Hgs ha nella pipeline altri quattro farmaci di buon potenziale, albiglutide e darapadin, entrambi sviluppato con Gsk, raxibacumab e mapatumumab.
Il primo è un nuovo farmaco sperimentale per la cura del diabete di tipo II che agisce come agonista dell'ormone GLP-1. Quando in commercio, il marchio del farmaco sarà Syncria. Il programma di studi di fase III coinvolgerà 4mila pazienti e comprenderà 5 studi. Albiglutide appartiene alla stessa classe di exenatide e liraglutide.

Darapladib è il capostipite di una nuova classe di farmaci, gli inibitori selettivi della fosfolipasi A2 associata alle lipoproteine (Lp-PLA2), un enzima dalle documentate proprietà aterogene presente in circolo e particolarmente abbondante negli ateromi ricchi di lipidi. Il farmaco è stato disegnato in modo da offrire un valore aggiunto rispetto all'arcinoto trattamento ipocoleserolemizzante con le statine, in quanto agisce riducendo il rischio di rottura delle placche e quindi di ostruzione dei vasi sanguigni, evento scatenante dell'infarto. Anche darapladib è già in fase III.

Inoltre, Hgs, ha sviluppato l’anticorpo monoclonale raxibacumab studiato per la terapia dell’infezione da antrace in quanto ha come bersaglio la tossina prodotta dal batterio Bacillus anthracis. Il farmaco, che potrebbe essere utilizzato per la protezione contro atti di bioterrorismo è già stato acquistato in 65mila dosi dal governo americano.

L’altro farmaco in pipeline Hgs è l’anticancro mapatumumab, da poco entrato in fase II  nel carcinoma epatocellulare e che ha come target il pathway dell’apoptosi.

Fondata nel 1992 dall’americano William A. Haseltine, noto ricercatore di Harvard e noto per gli studi sull’Aids, la società ha sede a Rockville, nel Maryland e occupa circa 1.100 dipendenti.  Lo scorso anno la società ha generato un fatturato di $157.4 milioni perdendone però ben 233.
Hgs utilizza il sequenziamento del Dna per sviluppare nuove proteine e anticorpi monoclonali. L’edificio che costituisce il quartier generale dell’azienda ha vinto dei premi di architettura per il design avveniristico.