GSK presenta la sua ricerca: 40 nuove molecole entro il 2020, 80% first in class

Accelerare le nuove scoperte, focalizzarsi sull'innovazione, ridurre i costi fissi e aumentare il ritorno sugli investimenti. GlaxoSmithKline (Gsk) nella ricerca ci crede davvero e assicura che entro il 2020 verranno lanciati 40 nuovi farmaci e vaccini, di cui l'80% ha il potenziale di essere "first-in-class" grazie a nuovi meccanismi d'azione. Le nuove molecole e l'andamento della company sono stati presentati ieri a New York agli investitori finanziari di tutto il mondo.

Accelerare le nuove scoperte, focalizzarsi sull’innovazione, ridurre i costi fissi e aumentare il ritorno sugli investimenti. GlaxoSmithKline (Gsk) nella ricerca ci crede davvero e assicura che entro il 2020 verranno lanciati 40 nuovi farmaci e vaccini,  di cui l’80% ha il potenziale di essere “first-in-class” grazie a nuovi meccanismi d’azione. Le nuove molecole e l’andamento della company sono stati presentati ieri a New York agli investitori finanziari di tutto il mondo.

Andrey Witty, Ceo di Gsk, ha evidenziato come i nuovi prodotti già contribuiscono e contribuiranno nel prossimi anni a pareggiare (e non solo) le perdite dovute alla scadenza dei brevetti e alla conseguente erosione dei generici.

Negli anni 2015-2020 i nuovi prodotti compenseranno le perdite legate alla scadenza del brevetto di Seretide (Advair in Usa e Canada- fluticasone/salmeterolo). “I nuovi prodotti - ha precisato Witty - cresceranno molto di più rispetto a quanto perderemo per questo brevetto scaduto”.

In tutto, Gsk ha il potenziale di depositare fino a 20 domande di autorizzazione alle autorità regolatorie prima del 2020. Sette di queste sono nell’ultima fase avanzata di sviluppo (con il potenziale di essere lanciate prima del 2020) mentre le rimanenti sono nelle prime fasi di sviluppo, in particolare nell’area dell’oncologia, immuno-infiammazione e malattie respiratorie.

Nel biennio 2016/2017 Gsk ha il potenziale di far partire lo sviluppo di fase II di circa 30 new molecular entities (NMEs) e product line extensions (PLEs) e di dare il via allo sviluppo di fase  III di circa 20 NMEs e PLEs.

Molteplici le collaborazioni con il mondo accademico e altre company, in tutto oltre 1.500, che producono ogni anno una media di 35 pubblicazioni su giornali  ad altissimo impatto scientifico (Cell, Nature, Science). Dal 2014 ad ora, ricercatori Gsk sono stati co-autori di oltre 1.600 pubblicazioni; senza contare che l’80% dei prodotti tra fase preclinica e fase II hanno nuovi meccanismi d’azione.

Dal 2003, Gsk ha ottenuto dall’Fda ben 5 Breakthrough Designation e dal 2010 sono state concesse 3 Priority Review. Inoltre, nel quinquennio 2010-2015 Gsk ha ottenuto il numero più alto di approvazioni da parte dell’agenzia americana, ben 14, superando ogni altra società farmaceutica.

Le aree strategiche di ricerca e sviluppo Gsk sono sei: HIV & malattie infettive, oncologia, immuno-infiammazione, vaccini, respiratorio e malattie rare. Molti di questi potenziali farmaci e vaccini potrebbero offrire benefici ulteriori rispetto agli attuali standard di cura e, in alcuni casi, potrebbero radicalmente trasformare le modalità di trattamento dei pazienti.

E’ stato Patrick Vallace, President Pharmaceuticals R&D, ad addentrarsi nelle diverse aree terapeutiche e a descrivere in dettaglio sviluppi e innovazione.

Infettivologia
La lotta all’HIV prosegue con buone prospettive dopo i recenti lanci di dolutegravir e la combinazione dolutegravir/abacavir/lamivudina, disponibile come terapia once a day in una sola compressa.  Dolutegravir è stato scoperto attraverso una collaborazione tra GSK e Shionogi e viene adesso commercializzato da ViiV la società nella quale sono confluite le attività nell’Hiv di Gsk, Shionogi e éfizer. Mentre solo pochi mesi fa Gsk sembrava intenzionata a quotare ViiV in borsa adesso sembra credere molto di più in questa azienda e nel suo ptenziale e preferisce tenersela.

Lo sviluppo di dolutegravir sta andando avanti sfruttando il suo potenziale come un regime di due farmaci. Uno studio di fase III è in corso come parte di una collaborazione con Janssen, per indagare dolutegravir in combinazione con rilpivirina, come potenziale terapia di mantenimento per i pazienti adulti con HIV che hanno già raggiunto la soppressione virale con un regime di tre farmaci.

Dolutegravi è stato anche associato alla lamuvidina e nello studio PADDLE, di fase IV, tutti i pazienti presentano carica virale non quantificabile dopo 8 settimane.
GSK sta esplorando nuove terapie per i pazienti che potrebbero consentire il controllo a lungo termine dell'HIV attraverso il dosaggio infrequente. La lunga durata d'azione dell’inibitore dell'integrasi, cabotegravir, è in prima linea per l’azienda ed è attualmente in sviluppo di fase II. Proprio ieri ViiV Healthcare ha annunciato che lo studio LATTE 2 (Long-Acting Antiretroviral Treatment Enabling) ha raggiunto il suo endpoint primario a 32 settimane con un successo virologico del 94%. Tale studio prevedeva la somministrazione per via parenterale ogni 4-8 settimane della combinazione di cabotegravir (inibitore dell'integrasi a lunga durata di azione) associato a rilpivirina in una formulazione a lunga durata di azione.

Cabotegravir dovrebbe entrare in fase III nel 2016 e il lancio della combinazione cabotegravir/rilpivirina dovrebbe avvenire nel 2019/2020. Il farmaco, usato singolarmente, potrebbe avere anche un potenziale nella terapia preventiva dell’Hiv (pre empitve), proprio a causa dell’efficacia e della comodità di assunzione.

In una partnership, i cui dettagli saranno resi noti nel corso della settimana, GSK collaborerà con l'Istituto Nazionale di allergie e malattie infettive, parte del National Institutes of Health, per ottimizzare e sviluppare anticorpi ampiamente neutralizzanti (bnAbs), a riconoscere il loro potenziale di consentire dosaggio infrequenti per il trattamento e la prevenzione dell'HIV. Questi saranno valutati in combinazione con cabotegravir.

Passando all’epatite C (HCV), anche qui ci sono delle collaborazioni che potrebbero portare grandi novità come nel caso  di quella con Regulus Therapeutics per l’associazione tra l’inibitore della polimerasi NS5B di GSK 2878175, attualmente in fase I di sviluppo, e RG-101, per offrire un unico rimedio al trattamento per l'epatite C prolungando l’attività PK/PD.
Per l’epatite B  (HBV) è in atto una collaborazione  con l’Isis Pharmaceuticals, che sta studiando l'uso dell’oligonucleotide antisenso, GSK3228836, come una cura funzionale e per una remissione a lungo termine per l'epatite B; è previsto uno studio di fase II per il 2016.

Antibiotici-antibatterici
GSK ha iniziato la sua ricerca di antibiotici più di 40 anni fa e, mentre il numero di grandi aziende farmaceutiche coinvolte in questo settore si è ridotto negli ultimi anni, un gruppo di ricerca dedicato a GSK continua a concentrarsi sulla scoperta della prossima generazione di farmaci per il trattamento di infezioni batteriche
L’inibitore della topoisomerasi, gepotidacin (GSK2140944), ha un nuovo meccanismo d'azione e il potenziale per affrontare molteplici indicazioni (infezioni da MDR, MRSA, E.coli etc). E 'stato sviluppato in collaborazione con BARDA e DTRA. L'attività è attualmente in fase di sviluppo di fase II con la fase III il cui inizio è previsto nel 2016. Altre molecole sempre in sviluppo dall’azienda sono tafenoquine e danirixin.

Respiratorio
A seguito dei recenti lanci di Relvar/Breo Ellipta, Anoro Ellipta, Arnuity Ellipta e Incruse Ellipta, l'impegno di GSK a sviluppare i più innovativi farmaci respiratori per inalazione continua attraverso il continuo sviluppo di fase III insieme a Theravance della tripla combinazione una volta al giorno con dispositivo unico “Ellipta” in cui troviamo fluticasone furoato/umeclidinio/ vilanterolo  per i pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

Per l’asma ci sono biologici che offrono una estesa durata d’azione e hanno il potenziale per alterare il corso fondamentale della malattia. Ad esempio Nucala (Mepolizumab, first in class), anticorpo anti-IL-5 per via sottocutanea, ha ridotto significativamente le riacutizzazioni nei pazienti con asma grave eosinofila ed ha anche il potenziale per l’utilizzo nella COPD e nella granulomatosi eosinofila, polipi nasali, etc . Il Chmp dell’Ema ha espresso parere positivo raccomandando l’autorizzazione all'immissione in commercio per Nucala il 24 settembre 2015. La decisione Fda è prevista per il 4 novembre 2015.

Oltre a Nucala, ci  altri due nuovi biologici attivi sull’asma: sirukumab (fase II, 2016) e TSLP (dAb) che dovrebbe entrare in clinica nel 2016.
Per la rinite allergica è in fase II GSK2245035, un agonista di TLR7 intranasale.
Con potenziale di ritardare o arrestare la progressione della BPCO, entro il 2030 l’azienda sta sviluppando GSK2269557, un inibitore PI3Kδ inalato e danirixin (GSK1325756), un antagonista orale CXCR2 sono entrambi in fase II.

Al di là di asma e Bpco, Gsk sta usando la propria leadership a lungo termine nella ricerca sul respiratorio per esplorare attivamente nuove malattie, tra cui la fibrosi polmonare idiopatica e danno polmonare acuto. GSK2862277, un anticorpo per via inalatoria TNFR1 dAb, che è già in Fase II di sviluppo clinico per il danno polmonare acuto.

Malattie Rare
GSK sta sviluppando potenziali terapie cellulari e geniche come passo avanti per il trattamento delle malattie rare. Nel maggio 2015 la società ha presentato per l'approvazione europea la terapia genica GSK2696273 per il trattamento di pazienti con immunodeficienza combinata grave (SCID; si veda questo termine) da deficit di adenosina deaminasi (ADA). Questo è il primo prodotto di terapia genica autologo di cellule staminali da presentare per la revisione domanda di commercializzazione in tutto il mondo, e rappresenta il primo di una serie di programmi innovativi per le malattie rare nati dalla collaborazione di GSK con Telethon e Ospedale San Raffaele di Milano. Altri prodotti di terapia genica sono in sviluppo clinico nelle malattie rare, leucodistrofia metacromatica (MLD), sindrome di Wiskott-Aldrich (WAS) e beta talassemia.

Due trattamenti innovativi per le amiloidosi, una malattia complessa a più componenti con un elevato carico di mortalità, sono in fase di sviluppo attraverso collaborazioni GSK con un partner biotech e il mondo accademico, a dimostrazione della forza e il valore delle collaborazioni di ricerca della GSK.

GSK2998728, un transtiretina (TTR) composti RNA-targeting, è in Fase III di sviluppo con Isis Pharmaceuticals per il trattamento della polineuropatia amiloide familiare (FAP) e wild-type TTR cardiomiopatia amiloide (TTRCM).

Vaccini
La situazione dello sviluppo dei vaccini è stata illustrata da Moncef Slaoui, chairman of Vaccine.
Nella prevenzione dell'herpes zoster troviamo Shingrix (zoster), con alta e potenzialmente duratura efficacia in tutte le età da 50 a oltre 80 anni, in cui si verifica la massima incidenza del problema.
La società britannica ha la più ampia gamma di vaccini contro la meningite meningococcica approvati e candidati. Questo include Menveo (MenACWY) tetravalente, approvato il 64 Paesi,  e il vaccino Men B (Bexsero, approvato in Usa ed EU) e di un vaccino pentavalente MenABCWY, che potrebbe diventare l'opzione ottimale per la prevenzione delle malattie ed è attualmente in sviluppo di fase II. GSK ha due nuovi approcci alla vaccinazione RSV (virus respiratorio sinciziale) in Fase II di sviluppo clinico.

Immuno-infiammazione
Molti trattamenti in sviluppo in questa area soprattutto concentrate ad alterare il corso della malattia e indurre la remissione sostenibile.
GSK3196165, anticorpi contro il fattore stimolante le colonie di granulociti e macrofagi (GMCSF) in licenza da MorphoSys AG è in fase II nell’ artrite reumatoide (RA), ha mostrato rapida insorgenza d'azione.

Altri anticorpi per le malattie infiammatorie entreranno in fase II nel 2016.

In fase avanzata troviamo sirukumab, un anti-IL-6 orale attualmente in fase III di sviluppo con Janssen Biologics per trattare l'artrite reumatoide e con possibilità di ulteriori programmi di sviluppo per arterite a cellule giganti e asma.

Belimumab, primo trattamento per il lupus sistemico eritematoso nel 2011 (SLE) è sviluppato in una formulazione sottocutanea, che ha il potenziale per aiutare i pazienti a gestire la loro malattia con maggiore comodità (l’attuale formulazione è per endovena). Il suo arrivo è previsto per il Q4 2015/Q1 2016.

In campo metabolico è in fase di sviluppo  Daprodustat (GSK1278863), per il trattamento dell'anemia nei pazienti con malattia renale cronica come compressa orale con potenziale per una maggiore sicurezza cardiovascolare.

In conclusione, come ha sottolineato Witty:  “Oggi abbiamo profilato circa 40 potenziali nuovi farmaci e vaccini innovativi, che sosterranno la futura crescita del nostro business nei farmaci e nei vaccini. Il livello di innovazione in questo portfolio è sostanziale: lo consideriamo un fattore critico nell’attuale scenario in cui i decisori devono trovare un bilanciamento tra la pressione sui prezzi e la domanda. Questo livello di innovazione ci rende fiduciosi nella possibilità di generare un significativo valore per gli azionisti insieme a benefici allargati per pazienti e consumatori”.

Emilia Vaccaro