L’americana Human Genome Sciences (Hgs) ha reso noto di aver stabilito il 16 luglio come termine ultimo per presentare le offerte di acquisto per la società.
Anche GlaxoSmithKline è stata invitata a partecipare, sperando che alzi la sua offerta. Il colosso britannico però non ci sente e ha reiterato la propria offerta di 13 dollari per azione, che rappresentano una valutazione complessiva di 2,6 miliardi di dollari.

L'offerta di Gsk era però già stata rifiutata dai manager di Hgs che l’avevano considerata del tutto inadeguata. Anche il mercato la pensa così. Tanto è vero che finora solo l’1% delle azioni di Hgs è stato venduto a Gsk a questo prezzo. Con questa mossa Hgs spera che altre società si facciano avanti e di poter spuntare un valore più elevato.

Insomma, la guerra tra le due società continua e senza esclusione di colpi. Da una parte Hgs ha messo in atto uno "shareholder rights plan" in gergo definita anche “poison pill”, una pillola avvelenata, cioè una clausola che dà diritto agli attuali azionisti a comprare le azioni della società a un prezzo scontato qualora una parte terza entri in possesso di più del 15% delle azioni. In questo modo le quote azionarie si diluiscono, a tutto svantaggio dell’azionista che sta cercando di comprarsi la società, in questo caso Gsk, rendendogli più onerosa l’acquisizione.

Dal canto suo, Gsk sta cercando di ottenere l’approvazione degli azionisti di Hgs a sostituire il board dei direttori della societetà, costituito da 12 membri. La legge lo consente, secondo la procedura della “Consent Solicitation”. Bisogna vedere se gli azionisti attuali sono d’accordo, ovviamente. Alla base della loro decisione vi sarà il giudizio sull’operato degli attuali manager.

Il “gioiello” di famiglia di Hgs è belimumab, un anticorpo monoclonale sviluppato congiuntamente da HGS e Gsk per la cura del lupus. Nel marzo del 2011 belimumab ha avuto il via libera dell’Fda per la terapia del lupus eritematoso sistemico e nel mese di luglio dello stesso anno il farmaco ha ricevuto l’approvazione anche dell’Ema. Dopo oltre 50 anni, si tratta della prima nuova terapia per questa grave patologia. Il Nice però ha recentemente detto un primo no al farmaco ritenendone eccessivo il costo.

Oltre a belimumab, Hgs ha nella pipeline altri quattro farmaci di buon potenziale, raxibacumab (terapia dell’infezione da antrace) e mapatumumab (carcinoma epatocellulare) e albiglutide (agonista dell'ormone GLP-1 sviluppato per il diabete) e darapadin (antiaterosclerosi che agisce come inibitori selettivi della fosfolipasi A2), questi ultimi sviluppati con Gsk.

Comprarsi Hgs significa dover condividere con Gsk la proprietà di quasi tutti questi farmaci e bisognerà vedere chi vorrà avere un partner così importante come il gigante britannico.