Human Genome Sciences respinge l'acquisizione di GlaxoSmithKline

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Human Genome Sciences ha reso noto di aver respinto l'offerta GlaxoSmithKline che intendeva acquisirla. L'offerta di Gsk, pari a 13 dollari per azione, per un valore complessivo di 2,6 miliardi di dollari, è stata giudicata largamente insufficiente dalla biotech americana.

Human Genome Sciences ha fatto sapere che l’azienda valuterà altre opzioni strategiche per il proprio futuro, che potrebbero comprendere anche la vendita della società. Ovviamente a un prezzo più elevato di quello offerto da Gsk. In relazione ciò, la società ha chiesto a Gsk di fornire informazioni sull’evoluzione dello sviluppo di due farmaci che ha dato in concessione alla multinazionale britannica, darapladib e albiglutide.

Lo scorso mese di ottobre era girata la voce che GSK fosse disposta a offrire fino a 25 dollari per azione, pari a 4,8 miliardi di dollari. Forse i 25 dollari erano quelli sperati da Human Genome Sciences, la realtà però è stata ben diversa.

Il “gioiello” di famiglia di Human Genoma Sciences è belimumab, un anticorpo monoclonale sviluppato congiuntamente da HGS e Gsk per la cura del lupus. Nel marzo del 2011 belimumab ha avuto il via libera dell’Fda per la terapia del lupus eritematoso sistemico e nel mese di luglio dello stesso anno il farmaco ha ricevuto l’approvazione anche dell’Ema. Dopo oltre 50 anni, si tratta della prima nuova terapia per questa grave patologia. Il Nice però ha recentemente detto un primo no al farmaco ritenendone eccessivo il costo.

Oltre a belimumab, Hgs ha nella pipeline altri quattro farmaci di buon potenziale, raxibacumab e mapatumumab e albiglutide e darapadin, questi ultimi sviluppati con Gsk.

Albiglutide un nuovo farmaco sperimentale per la cura del diabete di tipo II che agisce come agonista dell'ormone GLP-1. Quando in commercio, il marchio del farmaco sarà Syncria. Il programma di studi di fase III coinvolgerà 4mila pazienti e comprenderà 5 studi. Il farmaco appartiene alla stessa classe di exenatide e liraglutide.

Darapladib è il capostipite di una nuova classe di farmaci, gli inibitori selettivi della fosfolipasi A2 associata alle lipoproteine (Lp-PLA2), un enzima dalle documentate proprietà aterogene presente in circolo e particolarmente abbondante negli ateromi ricchi di lipidi. Il farmaco è stato disegnato in modo da offrire un valore aggiunto rispetto all'arcinoto trattamento ipocoleserolemizzante con le statine, in quanto agisce riducendo il rischio di rottura delle placche e quindi di ostruzione dei vasi sanguigni, evento scatenante dell'infarto. Anche darapladib è già in fase III.

Inoltre, Hgs, ha sviluppato l’anticorpo monoclonale raxibacumab studiato per la terapia dell’infezione da antrace in quanto ha come bersaglio la tossina prodotta dal batterio Bacillus anthracis. Il farmaco, che potrebbe essere utilizzato per la protezione contro atti di bioterrorismo è già stato acquistato in 65mila dosi dal governo americano.

L’altro farmaco in pipeline Hgs è l’anticancro mapatumumab, da poco entrato in fase II  nel carcinoma epatocellulare e che ha come target il pathway dell’apoptosi.

Fondata nel 1992 dall’americano William A. Haseltine, noto ricercatore di Harvard e noto per gli studi sull’Aids, la società ha sede a Rockville, nel Maryland e occupa circa 1.100 dipendenti.  Lo scorso anno la società ha generato un fatturato di $157.4 milioni perdendone però ben 233.
Hgs utilizza il sequenziamento del Dna per sviluppare nuove proteine e anticorpi monoclonali. L’edificio che costituisce il quartier generale dell’azienda ha vinto dei premi di architettura per il design avveniristico.