Ian Read (Pfizer): "Bristol-Myers non ci interessa". Altre opzioni in vista?

Da diverso tempo si č speculato se Pfizer avrebbe preso in considerazione l'idea di acquistare Bristol-Myers Squibb. Un recente commento di Ian Read, CEO di Pfizer, a un analista di Citigroup ha spento le voci sull'operazione, in quanto il manager ha affermato che «non vale la pena di investire in BMS», una compagnia farmaceutica che adesso in borsa vale $96 miliardi.

Da diverso tempo si è speculato se Pfizer avrebbe preso in considerazione l'idea di acquistare Bristol-Myers Squibb. Un recente commento di Ian Read, CEO di Pfizer, a un analista di Citigroup ha spento le voci sull’operazione, in quanto il manager ha affermato che «non vale la pena di investire in BMS», una compagnia farmaceutica che adesso in borsa vale $96 miliardi.

A meno che “il valore di BMS non scenda in maniera significativa oppure, al contrario, non emergano nuovi dati clinici trasformazionali”  in grado di cambiare le prospettive della società, specialmente nel settore della immuno oncologia ha concluso Read.

BMS è in attesa di convalida della sua strategia combinata PD-1/PD-L1-più anti-CTLA4 nella terapia di prima linea del cancro ai polmoni.

Domani, al congresso dell'American Association for Cancer Research - AACR, verranno presentati i dati finali dello studio CheckMate-227 che ha valutato la combinazione di nivolumab e di ipilimumab come terapia di prima linea nel cancro del polmone non a piccole cellule. Lo scorso febbraio l'azienda aveva anticipato un dato positivo sulla PFS ma è sulla OS che si gioca tutta la partita.

Dopo aver fallito nel cancro ai polmoni di prima linea con Opdivo in monoterapia, la strategia della società del New Jersey si basa sul successo della sua combinazione Opdivo-Yervoy, e gli investitori sono con il fiato sospeso in attesa di vedere come questa combinazione sarà in grado di competere con successo con la combinata PD-1 e chemio messa in cantiere da MSD e già dimostratasi efficace.

Se i dati di Opdivo-Yervoy dovessero rivelarsi positivi, potrebbero anche essere di natura trasformativa. Se non lo saranno, il riflesso sulle azioni di BMS sarà inevitabile, rendendo una eventuale acquisizione più conveniente.

In realtà non è affatto detto che ci ò accada anche perché Pfizer ha già una strategia nel settore della immuno oncologia dove si è alleata con la tedesca Merck insieme alla quale sta sviluppando il farmaco avelumab (Bavencio). Il prodotto tuttavia è in ritardo rispetto a pembrolizumab e nivolumab e anche verso atezolizumab.

Dopo molte acquisizioni di piccole compagnie biotech e accordi per nuove terapie innovative, il mercato attende una grande mossa, e Pfizer è considerata il candidato più probabile per effettuarla. Si ritiene che l’azienda abbia necessità di una acquisizione di grandi dimensioni. La crescita delle sue entrate è stata lenta e la concorrenza dei generici incombe sull’antiepilettico Lyrica (pregabalin) ed è già arrivata per Viagra (sildenafil). La pipeline sembra non entusiasmare gli analisti, per via di candidati in fase avanzata di sviluppo non particolarmente promettenti.

Precedenti tentativi non andati a buon fine
Pfizer aveva tentato invano di acquisire AstraZeneca nel 2014 e poi Allergan nel 2016, ma entrambe le operazioni sono state fortemente scoraggiate dall'opposizione dei governi statunitense e britannico. L’attrattiva delle acquisizioni, specialmente per Allergan, risiedeva nella pratica delle cosiddette inversioni fiscali. Regole secondo le quali una società statunitense può acquistare una società in un paese con un'aliquota dell'imposta sulle società inferiore, per poi spostare il suo quartier generale in quel paese per beneficiare della minore aliquota fiscale. Adesso la normativa è cambiata e il vantaggio fiscale è molto meno consistente.

L'anno scorso alcuni analisti hanno sostenuto che Pfizer avrebbe dovuto acquisire Bristol-Myers Squibb, adducendo tre motivi principali. Un beneficio immediato per i ricavi di Pfizer, la disponibilità finanziaria per sostenere l’operazione e l’accesso dell’azienda al debito a basso tassi di interesse.

Un altro importante argomento a favore sarebbe la pipeline di BMS, molto ampia e per più indicazioni, in particolare in oncologia, area che Pfizer considera interessante per un’espansione. Con una eventuale acquisizione, Pfizer potrebbe far suoi i farmaci Opdivo (nivolumab) e Yervoy (ipilimumab) di BMS, i migliori concorrenti di Keytruda (pembrolizumab) di MSD nel mercato dell'immuno-oncologia.

Altri potenziali candidati per l’acquisizione
Un'analisi di Bloomberg sui possibili obiettivi di Pfizer menziona anche Eli Lilly. L’operazione comporterebbe molti tagli e lo spin-off o la vendita della divisione zoosanitaria di Eli Lilly, che potrebbe generare un ritorno rapido.

Ma altri non ne sono convinti, dato che Lilly è fortemente dipendente dal business del diabete, che deve affrontare una forte pressione sui prezzi. Due dei suoi nuovi farmaci inoltre si sovrappongono a quelli di Pfizer, creando una difficile situazione per le regole antitrust. E la pipeline di Lilly negli ultimi tempi non è molto più attraente di quella di Pfizer. Infine il valore di mercato di Lilly, pari a $86 miliardi, potrebbe rappresentare un prezzo decisamente elevato.

Celgene, che invece in borsa attualmente vale $68 mld, viene ritenuta un'opzione migliore. Gli analisti si aspettano che il suo fatturato annuo cresca dai $13 mld del 2017 a oltre $20 mld nel 2021. Oltre alla vasta e interessante serie di progetti in pipeline. Negli ultimi tempi, un calo nella fiducia degli investitori a seguito di alcune battute d’arresto in ricerca e sviluppo, ne ha ridotto il valore, rendendola e renderla una soluzione più economica rispetto ad altri grandi obiettivi farmaceutici.

Altre società spesso menzionate, come Allergan, Shire, Biogen non sono così allettanti. Senza il vantaggio dell’inversione fiscale per l'acquisizione, Allergan è ora una opzione molto meno interessante. A qusta considerazione vanno poi aggiunti alcuni problemi della pipeline e la concorrenza generica per alcuni prodotti chiave.

La dipendenza di Shire dal mercato in rapida evoluzione dell'emofilia potrebbe creare alcune preoccupazioni e poi Pfizer è già presente nell'emofilia.

L’area principale di Biogen, la sclerosi multipla, è in rallentamento e il valore della società sembra a molti troppo elevato in quanto legato al suo programma ad alto rischio sull’Alzheimer.

Se Pfizer è disposta a considerare obiettivi di minore portata, Vertex Pharmaceuticals e Alexion Pharmaceuticals sono ritenute opzioni interessanti. E’ vero che offrirebbero meno sinergie e che ci sono dubbi sull'elevata valutazione di Vertex e sulla longevità del prodotto principale di Alexion. Ma queste aziende offrono anche una grande diversificazione della crescita con prodotti ad alto margine, grazie ai loro farmaci per le malattie rare, tra i più importanti di questo settore farmaceutico.