IBSA, quando l'innovazione si basa sulla tecnologia farmaceutica

Dall'inizio dell'anno, l'azienda farmaceutica svizzera IBSA ha lanciato il nuovo pay-off internazionale, uno slogan che accompagna e rafforza il logo della società. E' stato scelto "caring innovation", cioè innovazione che si prende cura, e in queste due parole sono riassunti i concetti principali che IBSA vuole esprimere. Ce li siamo fatti spiegare in dettaglio da Giampiero Marra, da pochi mesi direttore marketing della filiale italiana di questa giovane multinazionale già ben radicata nel nostro Paese.

Dall’inizio dell’anno, l’azienda farmaceutica svizzera IBSA ha lanciato il nuovo pay-off internazionale, uno slogan che accompagna e rafforza il logo della società. E’ stato scelto “caring innovation”, cioè innovazione che si prende cura, e in queste due parole sono riassunti i concetti principali che IBSA vuole esprimere.


Ce li siamo fatti spiegare in dettaglio da Giampiero Marra, da pochi mesi direttore marketing della filiale italiana di questa giovane multinazionale già ben radicata nel nostro Paese. Lo abbiamo incontrato a Roma in occasione di un incontro interamente dedicato al tema dei nutraceutici, un’area nella quale la società intende giocare un ruolo non da comprimario.

Cosa significa Caring Innovation?
L’innovazione è alla base della filosofia che IBSA persegue, cioè concentrarsi su principi attivi ben collaudati ma ancora di forte validità clinica e renderli disponibili in formulazioni innovative, uniche, ad alto contenuto tecnologico. Tutto ciò al fine di sviluppare molecole più efficaci o più flessibili, e anche più adattabili alla qualità di vita e allo stile di vita del paziente. In questo senso si può intravvedere un cambio di prospettiva, che dal concetto di mera cura porta a quello del prendersi cura: un passaggio cruciale in cui l’innovazione assume in particolare il significato di espansione di un potenziale, tecnologico e umano.

Ci fornisce qualche numero per conoscere meglio la vostra società?
Attualmente IBSA è presente in Europa, Cina e Stati Uniti con 11 società, fra filiali e rappresentanze, e vanta un portafoglio prodotti che copre 9 aree terapeutiche.
Complessivamente, l’azienda impiega 1.400 persone, distribuite fra la sede, le filiali e gli 11 siti produttivi in Svizzera, Italia e Cina. Nei 14 laboratori di Ricerca e Sviluppo sparsi nel mondo lavorano 116 persone e dal 1985 ad oggi sono stati investiti 400 milioni di CHF in risorse umane, capacità produttiva e innovazione.
Il gruppo si avvale di 2 partnership strategiche, una commerciale, rappresentata dai Laboratoires Genevrier in Francia e l’altra, Altergon, in Italia, di carattere produttivo.
Oggi IBSA è la maggiore azienda farmaceutica a capitale privato presente in Svizzera, il quarto operatore in ambito fertilità, dopo le grandi multinazionali, e uno dei leader mondiali nei prodotti a base di acido ialuronico.
Dal punto di vista della capacità produttiva, IBSA può vantare numeri importanti come: 14 milioni di fiale di ormoni, 300 milioni di capsule molli, 60 milioni di confezioni di prodotti finiti per anno.
In Italia l’azienda è cresciuta rapidamente, diventando una realtà economica e scientifica di primo piano, tanto che oggi in Italia operano circa 400 dipendenti. Nel 2016 in Italia la società ha realizzato un fatturato di quasi 102 milioni di Euro, con una crescita dell’11,3% rispetto all’anno precedente.

Ci dà qualche esempio di innovazione nella tecnologia?
IBSA ha sviluppato un nuovo processo per la produzione della prima e unica formulazione liquida di levotiroxina indicata per il trattamento dell’ipotiroidismo, disponibile sia in capsule molli (soft gel) in un’ampia gamma di concentrazioni, sia in soluzione orale sia in fiale monodose. Orientarsi verso una formulazione liquida significa ridurre gli eccipienti e garantirne meglio la stabilità dell’assorbimento, che poi si traduce in una maggiore riproducibilità dell’effetto e in una riduzione dell’interferenza con altri farmaci assunti dallo stesso paziente.

Altri esempi?
Un altro esempio di innovazione è il know-how di Ibsa nell’ambito degli acidi ialuronici. Infatti oltre alla produzione di questo principio attivo ad uso intra articolare come visco-suppletivo delle articolazioni interessate da osteoartrosi, Ibsa produce una vasta gamma di acidi ialuronici per uso dermo-estetico, oltre che formulazioni specifiche per il trattamento attraverso instillazioni intra vescicali di patologie rare come la cistite interstiziale.
Il principio attivo è prodotto a Morra De Sanctis in provincia di Avellino dove abbiamo un centro di produzione all’avanguardia, che ci garantisce la completa tracciabilità dell’intera catena produttiva.
Anche nel caso dell’acido ialuronico, l’innovazione la esprimiamo con nuove formulazioni. Ad esempio abbiamo brevettato il cosiddetto HL, High and Low molecular weigth (alto e basso peso molecolare).

HL è una nuova entità chimica ibrida ottenuta attraverso un processo brevettato che contempla la contemporanea presenza di alto e basso peso molecolare linkati attraverso legami a idrogeno senza l’utilizzo di legami chimici esterni.

L’alto peso (1.100-1.400 kDa) infatti aumenta la viscosità delle cartilagini migliorando lo scorrimento dei capi articolari, mentre il basso peso (80-100 kDa) potrebbe avere un effetto biologico, potenzialmente favorendo la proliferazione delle cellule del tessuto cartilagineo (dati ancora in vitro) e rinforzando la struttura di sostegno dell’articolazione.

Ci dà qualche numero sulla vostra produzione di acido ialuronico?
La produzione di IBSA si attesta attorno al milione di fiale ogni anno.
Quello dell’acido ialuronico è un mercato che, a livello mondiale, è stato valutato intorno ai 7,2 miliardi di dollari (dati 2016) e si prevede che possa raggiungere i 15,4 miliardi di dollari entro il 2025.
È un mercato che evolve rapidamente e che vede una crescente richiesta del prodotto, tanto al fine di utilizzo nell’ambito di procedure estetiche, quanto nell’ambito del dolore articolare. Sono infatti sempre di più le persone che, affette da obesità o da disturbi degenerativi osteoarticolari legati all’età, trovano nell’acido ialuronico un valido rimedio al dolore e un alleato nel mantenimento della funzionalità articolare prima di dover ricorrere all’eventuale intervento di artro-protesi.

Mi permetta di ricordare come oltre all’acido ialuronico, per i traumi di tipo lieve-moderato in Italia produciamo anche i cerotti medicati, un’altra delle aree terapeutiche in cui siamo leader. Anche in questo caso, rispettando quello che è il DNA dell’azienda, produciamo cerotti con sistemi di rilascio del principio attivo assolutamente innovativi.  Da qualche anno IBSA  ha lanciato a livello internazionale una formulazione contenente un sale di diclofenac con epolamina, che grazie alle sue caratteristiche di permeazione, viene assorbito ottimamente e riduce la dolorabilità dei tessuti. A breve lanceremo una nuova formulazione di cerotto medicato, anch’esso unico, contenente anche un eccipiente quale l’eparina che consente un più veloce assorbimento del diclofenac ed una più pronta risoluzione sia del dolore che dell’edema dovuto al trauma.

Avete altre formulazioni innovative?
Anche in ambito urologico abbiamo un’innovazione interessante. Abbiamo lanciato da poco una particolare versione di sildenafil. Si tratta di una formulazione che non è né una compressa (oggi sono tutte compresse) né una capsula, ma un film orodispersibile, cioè una pellicola che si mette in bocca sulla lingua, lasciando che si dissolva prima di deglutire.  Essendo la mucosa buccale e orale altamente vascolarizzata, il farmaco potrebbe essere assorbito direttamente nella circolazione sistematica, evitando l’effetto di primo passaggio. Potenzialmente questo potrebbe migliorare l’insorgenza d’azione che varia tra 30 e 120 minuti dalla somministrazione in condizioni di digiuno.

Tecnicamente è un farmaco bioequivalente, perché si è dimostrato che la formulazione orodispersibile è equivalente, in termini di assorbimento, alla compressa, sia come farmacocinetica che come farmacodinamica. Questo comporta una serie di vantaggi: assumere una compressa fa sentire il paziente medicalizzato (specialmente un paziente che soffre di disfunzione erettile), mentre l’uso di un film orale riduce l’impatto psicologico dell’assunzione. Inoltre, dato che si tratta spesso di pazienti con patologie croniche, politrattati, che assumono numerosi principi attivi e, quindi, numerose compresse al giorno, poter disporre di formulazioni alternative aiuta a ridurre il carico terapeutico. Infine, il suo particolare confezionamento consente un’assunzione discreta al bisogno, senza necessità di acqua. Quello che è stato fatto per il sildenafil con questa nuova formulazione, si potrà applicare un domani anche ad altri farmaci.

E in ambito cardiovascolare?
Siamo leader nell’area degli omega-3; possiamo infatti vantare una formulazione che contiene l’85% di questi acidi grassi e che in questo momento rappresenta lo standard di riferimento del settore.

L’azienda ha voluto puntare con decisione sulla tecnologia degli omega-3, un’area dove sicuramente c’è ancora molto da lavorare, anche per favorire una maggiore e più corretta conoscenza dell’argomento tanto da parte del paziente quanto del medico.

L’impegno di IBSA è quello di portare in ambito cardiologico e far riconoscere come un farmaco a tutti gli effetti (esistono note prescrittive AIFA sugli omega-3) quello che spesso viene erroneamente confuso con un nutraceutico. Stiamo parlando di farmaci che hanno alle spalle una storia importante dal punto di vista degli studi clinici (come ad esempio il GISSI) e siamo convinti che possano avere un utilizzo più che valido tanto in ambito cardiovascolare quanto in ambito metabolico.

Qual è la posizione di IBSA nel mercato dei nutraceutici?
Eravamo già presenti sul mercato con un nutraceutico dal nome Colesia, finalizzato alla riduzione dei livelli di colesterolo; una capsula gel che contiene monacolina, fitosteroli e idrossitirosolo, un antiossidante. Da marzo sarà disponibile anche una nuova comoda formulazione in stick, chiamata Colesia oral-gel.

Abbiamo voluto puntare su principi attivi riconosciuti dall’EFSA, alcuni dei quali già presenti in Colesia, come la monacolina e i fitosteroli, a cui abbiamo aggiunto l’olio di lino, sempre più studiato per le sue azioni sul metabolismo lipidico, ed infine un derivato dalla mela annurca che, grazie al contenuto in particolari molecole chiamate procianidine, alla giusta concentrazione determina una riduzione dei livelli di colesterolo LDL e un incremento del colesterolo HDL.

Per noi è fondamentale trattare il prodotto nutraceutico esattamente come il farmaco, dalla tracciabilità alla scelta dei principi attivi, in questo caso di origine naturale. Lo stesso derivato della mela annurca viene interamente prodotto in Italia, e in questo modo possiamo gestire l’intera catena produttiva e garantire il consumatore finale sia in termini di efficacia che in termini di sicurezza.
Vogliamo garantire al medico ed al paziente uno strumento per la riduzione del rischio cardiovascolare che sia certificato, certo, sicuro.

Ci sono altre aree terapeutiche rilevanti per IBSA che ancora non abbiamo toccato?
Terrei a sottolineare brevemente che IBSA è molto attiva anche nelle aree dell’endocrinologia e della fertilità. È uno dei maggiori player mondiali nella produzione di ormoni e l’unico che li sintetizza, tramite specifiche ed esclusive tecnologie, a partire da materiale biologico umano. Il processo di purificazione e produzione di questi farmaci è frutto di anni di grande impegno, innovazione e ricerca. IBSA ha infatti sviluppato e brevettato un esclusivo processo di purificazione high-tech, in grado di garantire la purezza degli ormoni ipofisari e placentari preservandone le proprietà naturali originarie.

Per concludere, quanto conta la caring innovation?
Parlavamo di caring innovation. Caring vuol dire prendersi cura, continuare a impegnarsi per il miglioramento dell’efficacia dei propri prodotti garantendo ai pazienti massima sicurezza e affidabilità.

In una società gravata dalla cronicità e con persone necessitanti di trattamenti multipli, appare evidente che il successo terapeutico è strettamente legato al tema della compliance.

Per questo motivo, avere a disposizione formulazioni con assunzione più agevole, quindi liquide, in capsule gel, piuttosto che in stick, può migliorare la compliance, garantendo un miglior assorbimento del principio attivo e riducendo la potenziale l’interazione con gli altri farmaci. Ecco, in sintesi, cosa significa per noi prendersi cura delle persone. Garantire che la terapia venga assunta nel miglior modo possibile e semplificare al massimo la gestione quotidiana del paziente.