Il valore delle azioni della società biofarmaceutica americana Dendreon  è quasi raddoppiato alla notizia che Provenge,  il nuovo vaccino sviluppato per la cura delle forme avanzate di tumore alla prostata, ha raggiunto l'end point in uno studio di fase III. Con questi nuovi dati l'azienda intende integrare il dossier registrativo (Biological License Application, BLA ) già depositato all'Fda per il trattamento del carcinoma prostatico androgeno-indipendente, metastatico, asintomatico.
I nuovi dati provengono dallo studio IMPACT, un trial randomizzato che ha arruolato 512 uomini con tumore alla prostata in fase metastatica che non rispondevano alla terapia ormonale.

Non è stato reso noto di quanto è aumentata la sopravvivenza dei pazienti  e i risultati dettagliati del trial verranno resi noti il prossimo 28 aprile nel corso del congresso americano di urologia. I dati preliminari di un'analisi ad interim presentati lo scorso ottobre avevano evidenziato una riduzione della mortalità del 20%.
Provenge ( Sipuleucel-T)  è il capostipite della nuova classe dell'immunoterapia cellulare attiva, un approccio che utilizza cellule umane vive per stimolare il sistema immunitario del paziente affetto da tumore. L'obiettivo è quella di rendere il sistema immunitario in grado di rispondere al tumore.

Provenge è stato disegnato per favorire il riconoscimento da parte delle cellule immunitarie delle cellule che trasportano PAP (Prostatic Acid Phosphatase ), un antigene espresso da quasi il 95% delle cellule del tumore della prostata.
Alcuni analisti prevedono un potenziale di mercato molto elevato per il nuovo farmaco, che potrebbe raggiungere vendite di 1 miliardo di dollari l'anno. Altri analisti sono più cauti.