Immuno-oncologia, Roche si inserisce nel settore acquisendo biotech britannica. Affare (potenziale) da $750 mln

Roche ha acquisito la compagnia immuno-oncologica britannica Tusk Therapeutics per aggiudicarsi un anticorpo sperimentale diretto contro le cellule T regolatorie. L'azienda svizzera lo vorrebbe combinare con atezolizumab per il trattamento del cancro. Il costo iniziale sarà di circa 80 milioni di dollari, a cui seguiranno ulteriori pagamenti fino a un totale potenziale di 667 milioni all'ottenimento di determinati traguardi.

Roche ha acquisito la compagnia immuno-oncologica britannica Tusk Therapeutics per aggiudicarsi un anticorpo sperimentale diretto contro le cellule T regolatorie. L’azienda svizzera lo vorrebbe combinare con atezolizumab per il trattamento del cancro. Il costo iniziale sarà di circa 80 milioni di dollari, a cui seguiranno ulteriori pagamenti fino a un totale potenziale di 667 milioni a raggiungimento di determinati traguardi.

Tusk aveva in sviluppo preclinico due anticorpi contro le cellule T regolatorie (o Tregs) rivolti a due specifiche proteine​​: CD25 e CD38. Roche acquisisce in questo modo il l’anti-CD25 che dovrebbe entrare in fase clinica nei pazienti oncologici entro la fine del 2019, mentre dell’anti-CD38 si occuperà Black Belt Therapeutics, uno spin-off di Tusk che verrà fondato allo scopo di proseguire l’attività preclinica sul candidato e sul restante portfolio immuno-oncologico.

Un anticorpo per potenziare la terapia antitumorale
«L'anticorpo di Tusk è stato progettato per contrastare le cellule T regolatorie dannose che normalmente sopprimono le reazioni immunitarie contro le cellule tumorali, senza interferire con altre cellule immunitarie che agiscono contro il cancro», ha affermato un portavoce dell’azienda. «Il suo potenziale terapeutico non è ancora stato valutato negli esseri umani, tuttavia riteniamo che questa molecola sia la risorsa più avanzata per testare questa ipotesi».

Roche ha individuato nel suo immunoterapico anti-PD-L1 atezolizumab, indicato nel il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule, il partner ideale per essere combinato con l’anticorpo anti-CD5, anche se in futuro potrebbero essere valutate altre combinazioni.

«A differenza degli anticorpi CD25 esistenti, il nostro ha la capacità di ridurre le Tregs senza inibire le risposte delle cellule effettrici», ha affermato il CEO di Tusk Luc Dochez lo scorso aprile in una presentazione all'American Association for Cancer Research. «Sulla base dei promettenti dati pre-clinici, riteniamo che i nostri candidati anti-CD25 saranno un partner ideale per essere combinati con le terapie antitumorali classiche o immuno-oncologiche».

Un settore che interessa a molti
Roche non è la prima grande compagnia che ottiene prodotti in questa branca dell'immuno-oncologia. Nel 2017 Celgene, Novartis e Eli Lilly hanno stipulato accordi di licenza per varie molecole correlate alle Tregs.
Lo scorso luglio la biotech Sangamo ha acquistato TxCell per 84 milioni di dollari con un accordo che dovrebbe concludersi entro la fine di quest'anno.

Le cellule Treg
Le cellule T regolatorie, precedentemente note come cellule T soppressorie, sono una sottopopolazione di cellule T che modulano il sistema immunitario, mantengono la tolleranza agli auto-antigeni e prevengono le malattie autoimmuni. Le Treg sono immunosoppressive e generalmente bloccano o riducono l'induzione e la proliferazione delle cellule T effettrici.

Dato che esprimono alcuni dei biomarcatori presenti anche nelle cellule T effettrici, sono molto difficili da distinguere in modo efficace.
Le loro ruolo nel cancro è complesso; tendono ad essere sovraregolate in presenza di tumori. Studi condotti su uomini e modelli animali hanno segnalato che un elevato numero di Treg nel microambiente tumorale potrebbe essere indicativo di una prognosi infausta, dal momento che si ritiene che le Treg sopprimano l'immunità tumorale, ostacolando così la capacità innata del corpo di controllare la crescita delle cellule cancerose.