La reputazione complessiva delle aziende farmaceutiche nel 2012 è scesa rispetto al 2011. Lo rivela una recente ricerca internazionale condotta da PatientView tra metà novembre a metà dicembre 2012, esplorando i punti di vista di 600 associazioni di pazienti internazionali, nazionali, regionali e gruppi di pazienti provenienti da 56 Paesi (72% in Europa).

Il 5,3% delle organizzazioni contattate erano italiane, quindi in totale erano circa 30.

PatientView è una società privata britannica, con sede a Londra, focalizzata sulle associazioni di pazienti per conoscere attraverso indagini periodiche il loro orientamento nei confronti di diversi ambiti.

Lo studio ha preso in esame 29 grandi e medie società farmaceutiche e anche il settore farmaceutico nel suo insieme. La reputazione aziendale veniva definita come la quanto le aziende rispondano alle aspettative dei pazienti.

Il feedback delle associazioni di pazienti ha fornito la classifica delle 29 aziende farmaceutiche leader per sei indicatori chiave che influenzano la reputazione aziendale: centralità del paziente, informazioni sul paziente, sicurezza dei pazienti, utilità dei prodotti, trasparenza, e integrità. I risultati per il 2012 sono confrontati con quelli del 2011.

Le 29 aziende prese in esame nel corso dell’indagine sono le seguenti: Abbott, Allergan, Amgen, AstraZeneca, Baxter, Bayer, Biogen Idec, Boehringer Ingelheim, Bristol-Myers Squibb, Celgene, Eli Lilly, Gilead Sciences, GlaxoSmithKline, Janssen,  Lundbeck, Menarin, Merck & Co, Merck Group, Novartis, Novo Nordisk, Pfizer, Roche, Sanofi, Servier, Shire, Stada Arzneimittel, Takeda, Teva, UCB.

Per il 2012, l'indagine ha mostrato che i 600 gruppi di pazienti ha classificato la danese Lundbeck come l’azienda farmaceutica al top per la reputazione, in crescita dal terzo posto ottenuto nel 2011. Ottima performance anche di Gilead Sciences, classificatasi al secondo posto, salendo dal decimo del 2011. In leggero calo Novartis, classificatasi terza, rispetto al primo posto dell'anno precedente.

La classifica delle prime 10 aziende per quanto concerne la loro reputazione presso le associazioni di pazienti è la seguente: Lundbeck (1a, nel 2011 era 3a), Gilead Sciences (2, nel 2001 10a), Novartis (3, nel 2011 era 1a), Janssen (4a, non disponibile il dato del 2011), Pfizer (5a, 2a nel 2011), Abbott (6a, 8a nel 2011), Novo Nordisk (7a, 11a nel 2011) Roche (8a, 9a neo 2011), Lilly (9a, nel 2011 18a), GSK (10a, 4a nel 2011). Il Gruppo Menarini si è classificato al 19 posto.

Il 34 per cento dei gruppi di pazienti hanno valutato la reputazione dell'industria farmaceutica come "eccellente" o "buona", in calo dal 42 per cento del 2011. Inoltre, il 40 per cento degli intervistati ha dichiarato che la reputazione delle aziende farmaceutiche era diminuita nel corso del 2012, citando, tra l'altro, i prezzi elevati  dei farmaci e l'assenza di assistenza ai pazienti dei Paesi più colpiti dalla crisi, come Grecia, Portogallo, Romania e Spagna, che in parte sono rimasti sprovvisti di assistenza farmaceutica.

Inoltre, l'indagine ha rilevato che il 50 per cento dei gruppi di pazienti ritengono che il settore farmaceutiche abbia un punteggio scarso sulle politiche di fissazione di prezzi equi, e il 48 per cento che dice che l'industria farmaceutica ha avuto un punteggio scarso per la “trasparenza”.

I risultati hanno indicato che i maggiori cali nelle valutazioni nel 2012, rispetto al 2011, sono stati per la gestione di notizie negative sui farmaci (-29% nella valutazione del 2012 rispetto al 2011), avere pratiche commerciali etiche (-23 per cento), avere un buon rapporto con i media (-19 per cento).

I gruppi di pazienti ha detto che le ragioni del declino della reputazione nel 2012 comprendeva anche una preoccupazione per farmaci in grado di offrire solo benefici per la salute a breve termine, uno sforzo insufficiente per metter e a punto farmaci per le malattie neglette, marketing per i farmaci condotto in modi inappropriati, la percezione di una mancanza di trasparenza, in particolare per quanto riguarda la comunicazione di risultati deludenti di studi clinici, e l'impressione generale che il profitto viene prima di fare del bene per le persone.

I gruppi di pazienti hanno citato le "brutte storie aziendali" pubblicate dai media come aventi un effetto sul declassamento del loro parere su alcune imprese farmaceutiche, in particolare quelle in materia di integrità aziendale, sicurezza dei pazienti e trasparenza di comportamenti.