Entro qualche anno potrebbero essere disponibili in terapia i primi vaccini contro il diabete. Ci sono almeno sette candidati in sviluppo. Entro il 2020 questi farmaci potrebbero generare un fatturato di 2,4 miliardi di dollari. Il vaccino in fase più avanzata è prodotto dalla società svedese Diamyd Medical, già in fase III.

Il farmaco dovrebbe trovare impiego nei pazienti cui è stato appena diagnosticato un diabete di tipo I per mantenere il più a lungo possibile la produzione residua di insulina, migliorando il controllo glicemico e riducendo le complicanze a lungo termine. Un altro ambito di possibile utilizzo per il farmaco sono i pazienti con LADA (Latent Autoimmune Diabetes in Adults). I primi dati della fase III dovrebbero essere disponibili nel 2011.

Il principio attivo del vaccino è il GAD65, l'isoforma a 65 kdalton della acido glutammico decarbossilasi, un enzima umano che gioca un ruolo importante in numerose patologie del SNC, incluso il Parkinson e il dolore cronico.
Il GAD65 si trova anche nelle cellule beta del pancreas, quelle che producono l'insulina, anche se la sua funzione in questa sede non è ancora completamente chiarita.
L'azienda svedese ha recentemente ricevuto un finanziamento di circa 30 milioni di dollari, con il quale potrà programmare più serenamente il proprio sviluppo, in attesa di un partner industriale.

Ogni anno nel mondo circa 700mila persone si ammalano di diabete di tipo e complessivamente i diabetici sono circa 285 milioni di persone. Questo numero è destinato a crescere tanto che le stime prevedono oltre 438 milioni di diabetici nel 2030, con incrementi vicini al 100% in alcune aree del pianeta, come l'Africa.

Protocollo dello studio europeo