Prospettive poco incoraggianti per chi oggi svolge l'attività di informatore medico scientifico in Usa così come in Europa e in Italia. Per quanto concerne gli Usa, entro il 2015, la società di consulenza ZS Associates prevede una loro riduzione di un ulteriore 20%, per portarsi a quota 70mila.
Tutte le grandi aziende hanno già implementato piani di riduzione del personale esterno e hanno in mente di proseguire l'opera di riduzione delle reti di ISF.
Il numero massimo di ISF è stato raggiunto nel 2005 con 102mila persone occupate in questa attività. Rispetto a questo picco, lo scorso anno il loro numero era già sceso del 10% a quota 92mila.

La riduzione del margini economici dovuta alla pressione dei generici, la scarsità di nuovi prodotti da lanciare e lo spostamento progressivo dell'attenzione delle aziende dalla medicina di famiglia verso la medicina specialistica sono alla base di questo trend.
Non va poi dimenticato che le nuove tecnologie, soprattutto il web, rendono l'informazione sempre più facilmente accessibile e veloce. Spesso la visita dell'informatore è preceduta dalle tante forme in cui si articola oggi l'informazione elettronica (e-mail, siti internet, newsletter, blog ecc). Di conseguenza il medico vede ridursi l'importanza del servizio informativo offerto dall'ISF.

Se le aziende farmaceutiche non cambiano strada e non trovano nuove modalità per valorizzare e diversificare il servizio informativo offerto, il ruolo dell'ISF, che potenzialmente rimane di grande utilità, sarà sempre più difficile.