Ben 162 società biotech americane quotate in borsa, pari al 44% del totale, hanno in cassa fondi che consentiranno loro di tirare avanti per meno di 1 anno. I finanziamenti concessi a questo settore sono scesi del 46 rispetto al 2007, per un totale di 16 miliardi di dollari mentre i finanziamenti attraverso la quotazione in borsa sono scesi del 95%, passando da 2,3 miliardi di dollari a soli 11 milioni.

Questa in pochi numeri la fotografia della crisi finanziaria che sta colpendo l'industria biotech americana e mondiale che complessivamente conta circa 4000 società specializzate nella manipolazione genetica e cellulare per lo sviluppo di farmaci contro i tumori, le malattie autoimmuni e le malattie rare.
Sono i dati che emergono dal report annuale sull'industria biotech messo a punto dalla società di consulenza manageriale Ernst & Young sostiene  che la crescente difficoltà nel trovare fonti di finanziamento sta rendendo insostenibile l'attuale modello di business. Secondo quanto afferma Glen Giovannetti, global biotechnology leader di Ernst & Young, si va quindi verso cambiamenti dei paradigmi su cui si basa questo mercato.
La crisi è però soprattutto finanziaria e non economica, nel senso che per la prima volta il settore incomincia, nel suo insieme a produrre profitti. I ricavi delle aziende quotate in borsa sono cresciuti del 12% arrivando a 89,7 miliardi di dollari e la perdita globale del settore è diminuita a soli 1,4 miliardi di dollari (erano circa 3 nel 2007)

Per la prima volta nella storia di questa industria, in Usa il bilancio complessivo delle varie aziende biotech è stato positivo per 400 milioni di dollari.
Lo scorso anno, in questo settore,  sono stati registrati accordi di fusione e acquisizione per un totale di 28,5 miliardi di dollari, di cui circa 5 in Europa.
Il risultato è che molte di queste società, specialmente le più piccole, si sono messe in vendita e se non troveranno un compratore saranno costrette a chiudere.

Può essere una buona opportunità per le grosse società farmaceutiche che hanno disperata necessità di rimpinguare le proprie pipeline e che adesso potranno comprare le stesse aziende biotech a prezzi molto più ridotti rispetto a un recente passato.  Non ci saranno però opportunità per tutti e per molte biotech ci sarà presto la resa dei conti.