Secondo un articolo appena pubblicato sul Wall Street Journal la "Securities and Exchange Commission" americana starebbe indagando sugli scambi azionari nei giorni immediatamente precedenti l'annuncio della fusione tra Schering-Plough con Merck and Co., un affare del valore di 41,1 miliardi di dollari.
L'agenzia americana vuole capire se vi sono state transazioni che hanno sfruttato informazioni aziendali riservate circa l'imminente fusione. Il reato in questi casi è di insider trading.

Il venerdì precedente l'accordo, le azioni di Schering-Plough erano salite dell'8% e l'aumento è arrivato al 34% il lunedì mattina al momento dell'annuncio.
Inoltre, nella settimana precedente l'annuncio ufficiale, vi era stato un andamento anomalo delle opzioni di borsa denominate "call", cioè le opzioni che danno il diritto di poter acquisire un'azione a un determinato prezzo. Si comperano quando si pensa che l'azione possa salire nel breve termine.
Il contrario sono le "put", le opzioni a vendere a un prezzo predeterminato che si comperano quando si pensa che il prezzo possa scendere.

Ebbene, nell'ultima settimana erano stati stipulati 8.079 contratti call verso soli 238 put, con un rapporto  call/put di 33.95.  In sostanza, vi era una netta maggioranza di operatori che si aspettava una crescita del valore delle azioni di SP, come in effetti è poi stato, e che quindi aveva stipulato contratti call.
Nessuna delle due aziende coinvolte ha per ora commentato la notizia.