Bristol-Myers Squibb ha deciso di interrompere lo sviluppo clinico di un nuovo antiepatite C noto con la sigla BMS-986094, un farmaco che si trovava in fase IIb dello sviluppo clinico.

La decisione è stata presa dall'azienda dopo il decesso di un paziente che aveva assunto il farmaco e che era stato ricoverato per scompenso cardiaco. In tutto, nove pazienti erano stati ospedalizzati e due di essi risultano ancora ricoverati. Il farmaco veniva somministrato in associazione a daclatasvir (altro anti epatite C orale sviluppato da Bristol) nel corso di uno studio condotto su 30 pazienti.

Lo scorso 1° agosto l’azienda ne aveva sospeso lo sviluppo clinico e l’Fda aveva messo il farmaco in osservazione chiedendo di interrompere gli studi in corso. L’azienda ora sta lavorando di concerto con l’Fda per una valutazione accurata di tutti i pazienti che hanno assunto il farmaco negli studi sinora condotti. Il  meccanismo esatto con cui si instaura la tossicità rimane da confermare ma si sa che riguarda il cuore e i reni.

BMS-986094 è un inibitore orale della polimerasi nucleotitidica NS5b, un enzima essenziale per la replicazione del virus dell’epatite. Questo farmaco era entrato a far parte della pipeline di Bristol-Myers Squibb lo scorso mese di gennaio con l’acquisizione biotech americana Inhibitex pagata 2,5 miliardi di dollari.
A Bristol-Myers Squibb serviva un inibitore nucleotidico, e quello di Inhibitex sembra molto efficace. Abbinato a un altro farmaco che Bms ha già in sviluppo (daclastavir, il primo inibitore di replicazione dell’HCV NS5A), avrebbe potuto garantire una terapia tutta orale per questa malattia.

BMS-986094 appartiene alla classe degli inibitori della polimerasi nucleotidica, in gergo noti anche come “nuc”. Gli altri prodotti in sviluppo sono quelli di Gilead Sciences, Idenix Pharmaceuticals e Vertex Pharmaceuticals. Attualmente, il GS-7977 di Gilead è il farmaco in fase più avanzata, con diversi studi di fase III già in corso. Idenix sta iniziando la fase II ma poche settimane fa  il loro farmaco (IDX184) è stato messo in stand by dall'Fda che ha chiesto che non vengano arruolati nuovi pazienti ("partial clinical hold")  per timore possa scatenare gli stessi problemi del farmaco di BMS. Vertex ha appena annunciato i dati di uno studio di  proof-of-concept nel quale il loro farmaco, ALS-2200, ha evidenziato un’efficacia comparabile a quello di Gilead. Quest’ultima sembra attualmente la società con migliori chances di portare in terapia un regime tutto orale per la cura dell’epatite C.

Però, come purtroppo ci conferma la fine del farmaco di BMS, anche quando le premesse sono molto convincenti non si può essere mai certi dell’efficacia  e della sicurezza di nessun farmaco almeno fino a quando non è stato completato il suo sviluppo clinico. Il monitoraggio di ogni farmaco, specie quelli più innovativi, deve proseguire sempre con le necessarie attività di farmacovigilanza.