Sarà un arbitrato, cioè un procedimento extragiudiziale che dovrebbe iniziare a fine settembre, a decidere se Merck & Co. dovrà restituire i diritti sui due farmaci biologici infliximab e golimumab a Johnson & Johnson.
L'anno scorso quest'ultima aveva aperto la disputa chiedendo di interrompere la partnership con Schering-Plough per la commercializzazione dei due farmaci, prima ancora che fosse finalizzata l'acquisizione della stessa Schering-Plough da parte di Merck, completata  poi nel novembre 2009. J&J ha anche chiesto i danni, per un importo ancora da quantificare.

La disputa affonda le sue radici proprio nella fusione tra Merck e Schering-Plough. Quest'ultima aveva in precedenza stretto un patto con Johnson & Johnson per la commercializzazione di infliximab (e poi di golimumab) negli Stati Uniti. L'accordo originale prevedeva che qualora Schering-Plough avesse subito un "cambio di controllo", il contratto avrebbe potuto essere annullato e tutti i diritti su infliximab e golimumab sarebbero tornati a J&J.

Di solito, quando un'azienda ne acquista un'altra, quella comprata va incontro a un "cambio di controllo". Tuttavia, nel caso di Merck e Schering-Plough, gli avvocati delle due parti hanno lavorato di fino per strutturare l'affare come una "fusione inversa" (reverse merger). Formalmente è stata Schering-Plough ad acquisire Merck per poi cambiare nome e chiamarsi di nuovo Merck. In questo modo, spera il management di Merck, Shering Plough non ha mai cambiato controllo. Merck ha addirittura emesso nuove azioni al posto di quelle vecchie, anche se i due strumenti sono identici dal punto di vista finanziario e hanno perfino lo stesso simbolo azionario (MRK).

Ora sarà una parte terza a pronunciarsi sulla controversia. Se darà torto a Merck, l'azienda dovrà restituire i profitti di un anno provenienti dalle vendite dei due farmaci biologici, oltre a rinunciare a quelli futuri.

Merck potrebbe anche essere citata in giudizio dagli stessi azionisti avendo speso una cifra imponente per comprare un'azienda che verrebbe poi svuotata di uno degli asset più importanti. Merck ha già dichiarato che "un esito sfavorevole avrebbe conseguenze materiali negative sulla posizione finanziaria dell'azienda, sulla sua liquidità e sui risultati delle operazioni". Infliximab è per fatturato il secondo prodotto di Merck, dopo l'anti-asma montelukast (Singulair).

J&J è in una posizione migliore. Nella peggiore delle ipotesi, per l'azienda le cose resterebbero come sono, ma le sue possibilità di uscire vincitrice dalla querelle sembrano maggiori.

L'arbitrato è una procedimento stragiudiziale (cioè senza ricorso a processo ordinario) per la soluzione di controversie civili e commerciali, svolta mediante l'affidamento di un apposito incarico ad uno o più soggetti terzi rispetto alla controversia, detti arbitratori, normalmente in numero di 3, di cui 2 scelti da ciascuna delle parti ed il terzo di nomina da parte di una persona al di sopra delle parti (es. il Presidente di un Tribunale), i quali producono una loro pronuncia, detta lodo, che contiene la soluzione del caso ritenuta più appropriata.

Le udienze per l'arbitrato, che dovrebbero iniziare entro fine settembre, non dovrebbero durare non più di 12 giorni lavorativi e si dovrebbe arrivare a una decisione entro i 20 giorni successivi. Le due parti potrebbero trovare un accordo anche prima. Tuttavia, l'arbitrato è alle porte, e dell'accordo, per ora, non vi è nessuna traccia.