Janssen ha annunciato di aver firmato un accordo con la biotech svizzera AC Immune per lo sviluppo di un vaccino anti proteina TAU e rafforzare il proprio impegno nel campo dei trattamenti contro l’Alzheimer.

La proteina TAU ha la funzione di stabilizzare i microtubuli, strutture intracellulari che fanno parte del citoscheletro. Quando deformate, le proteine TAU possono formare grovigli neurofibrillari che si depositano a livello cerebrale e causare gravi malattie neurodegenerative. I grovigli di proteina TAU, insieme alle placche di beta-amiloide sembrano rappresentare una delle cause di comparsa della malattia di Alzheimer. Lo sviluppo di un vaccino contro la proteina TAU mutata potrebbe rappresentare quindi una strategia terapeutica efficace per fermare la malattia in fase precoce.

In base all’accordo, AC Immune riceverà da Janssen una somma immediata più pagamenti successivi fino a 509 milioni di dollari in base al raggiungimento di determinati obiettivi scientifici e commerciali. Janssen svilupperà il vaccino ACI-35 di AC Immune, il principale vaccino candidato anti TAU nella pipeline dell’azienda svizzera, che attualmente è nella fase Ib del suo sviluppo clinico. ACI-35 è stato disegnato per stimolare il sistema immunitario del paziente a produrre una risposta anticorpale contro la proteina TAU.

Nello studio di fase Ib il vaccino ha stimolato una elevata risposta anticorpale contro la proteina TAU patologica riducendone i livelli e migliorando alcuni parametri clinici cognitivi, con un buon profilo di sicurezza e tollerabilità.

Sono passati circa 10 anni dall’approvazione dell’ultimo farmaco contro l’Alzheimer e ancora nessun trattamento ha dimostrato di rallentare la progressione della malattia. I farmaci attualmente disponibili, infatti, agiscono su alcuni sintomi dell’Alzhemer ma non sono in grado di fermare la patologia. Nuove speranza vengono riposte, quindi, sui nuovi trattamenti in sviluppo per questa malattia degenerativa che colpisce 520mila nel nostro Paese con 80mila nuovi casi l’anno.