Janssen scommette sull'interferenza dell'RNA con un accordo da $ 3.75 miliardi potenziali

Janssen ha firmato un contratto di licenza da 3,75 miliardi di dollari potenziali per ottenere i diritti su quattro terapie di interferenza dell'RNA della biotech californiana Arrowhead Pharmaceuticals. Alla chiusura dell'affare, Arrowhead riceverÓ subito $ 250 mln tramite un pagamento anticipato di $ 175 mln e un investimento azionario di $ 75 mln. AvrÓ anche diritto a ricevere fino a un massimo di $3,5 mld in funzione del raggiungimento di obiettivi stabiliti e come royalties sulle future vendite delle terapie che raggiungeranno il mercato.

Janssen ha firmato un contratto di licenza da 3,75 miliardi di dollari potenziali per ottenere i diritti su quattro terapie di interferenza dell’RNA della biotech californiana Arrowhead Pharmaceuticals. Alla chiusura dell'affare, Arrowhead riceverà subito $ 250 mln tramite un pagamento anticipato di $ 175 mln e un investimento azionario di $ 75 mln. Avrà anche diritto a ricevere fino a un massimo di $3,5 mld in funzione del raggiungimento di obiettivi stabiliti e come royalties sulle future vendite delle terapie che raggiungeranno il mercato.

L’accordo prevede che Janssen ottenga i diritti mondiali per il candidato ARO-HBV, un trattamento sperimentale, sottocutaneo e potenzialmente curativo per l'epatite B, sul quale Arrowhead ha iniziato uno studio di fase I/II all'inizio di quest'anno, e per altre tre terapie in sviluppo sempre basate sul silenziamento genico. In base all'accordo, Arrowhead completerà la sperimentazione clinica di Fase I/II in corso per ARO-HBV, mentre Janssen guiderà lo sviluppo clinico dalla Fase IIb in poi.

L'infezione virale dell'epatite B rappresenta una delle maggiori preoccupazioni sanitarie a livello mondiale, considerato che ci sono 257 milioni di persone che convivono con la malattia. Mentre esiste un vaccino profilattico per l'epatite B, molti malati non vengono curati dai trattamenti disponibili e sono costretti a una terapia permanente. I candidati basati sulla RNAi, come l'ARO-HBV, hanno dimostrato di poter agire sulle vie di replicazione del virus e sulla produzione di proteine virali, aprendo un nuovo campo di indagine per il trattamento.

RNA interference
L'interferenza dell'RNA, o RNAi, si basa sulla premessa che le malattie possono essere curate silenziando i geni che codificano per le proteine responsabili di alcune patologie.
È un meccanismo mediante il quale alcuni frammenti di RNA sono in grado di interferire (e spegnere) l'espressione genica. La tecnica deriva dal concetto generale che un RNA, in presenza di una catena di RNA complementare, formi con questo un doppio filamento molto stabile. L’RNA a doppio filamento non viene tradotto e quindi viene abolita la sintesi della relativa proteina. La presenza di questa molecola di RNA a doppio filamento della cellula, porta a quell’effetto chiamato di interferenza dell’RNA (RNAi).

Lo scorso agosto la Fda ha approvato la molecola patisiran di Alnylam Pharmaceuticals, la prima terapia basata sulla RNAi, per il trattamento della polineuropatia in individui adulti affetti da amiloidosi ereditaria da accumulo di transtiretina (amiloidosi hATTR). Un’altra terapia, inotersen di Akcea Therapeutics, un oligonucelotide antisenso per l'ATTR ereditario, è vicino alla commercializzazione. Una decisione sulla sua approvazione è attesa nei prossimi giorni. Anche altre aziende nel frattempo stanno esplorando il potenziale della RNAi.

In attesa che i primi dati siano confermati
Lo studio di fase I/II su ARO-HBV sta testando il farmaco in volontari sani e pazienti con epatite B. I dati preliminari sono stati presentati il mese scorso al World Gastroenterologists Summit ese e hanno mostrato che tre dosi mensili di ARO-HBV hanno portato a una riduzione massima dell'antigene virale superficiale circolante di 4,0 log10, con riduzioni medie di circa 2,0 log10 al giorno 85 nella coorte trattata con la dose da 100 mg e 1,4 log10 al giorno 71 nella coorte con la dose da 200 mg. Tutti i pazienti hanno ottenuto riduzioni superiori a 1,0 log10 dell’antigene circolante, con una buona tollerabilità generale.
Dati clinici aggiuntivi saranno presentati in occasione del prossimo congresso dell’American Association for the Study of Liver Diseases, in programma il prossimo novembre.