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Jimenez (ad Novartis): non venderemo le quote di Roche

Dopo l’inaspettata dipartita di Daniel Valsella, per 17 anni alla guida di Novartis, adesso ci si aspetta grandi novità dalla multinazionale elvetica. Ma forse è ancora presto per vedere cambiamenti radicali e l’amministratore delegato Joe Jimenez che si trovava a Davos per il World Economic forum nel corso di un’intervista a Bloomberg ha avvertito di non attendersi la vendita delle quote di Roche possedute da Novartis (pari a un terzo della multinazionale di Basilea) che a prezzi di mercato varrebbero 12 miliardi di dollari. Jimenez ha negato anche la possibilità di una cessione della divisione vaccini, tra tutte quelle di Novartis la meno performante.

Ma Jimenez non sarà il solo a decidere le sorti dell’azienda. A guidarla, nelle vesti di presidente, a partire dal primo di agosto sarà Joerg Reinhardt, che qualche anno fa lasciò Novartis quando gli venne preferito Jimenez quale amministratore delegato (fino ad allora Valsella aveva riunito su di se le due cariche di ad e di presidente). Adesso Reinhardt ritornerà, una volta scaduto il contratto con Bayer dove nel frattempo era entrato con la carica di Chief Executive Officer della divisione Bayer HealthCare.

Novartis ha accumulato le quote di Roche tra il 2001 e il 2003, quando il valore delle azioni era basso e con la speranza di poter arrivare a una fusione tra i due gruppi, sempre però fortemente osteggiata dalla famiglia Roche. Già nel 2010, quando Novartis dovette fortemente indebitarsi per acquisire Alcon, si era parlato di una cessione, almeno parziale delle quote di Roche, ma Valsella si era fieramente opposto.

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