John Milligan, il CEO di Gilead, si dimetterā alla fine dell'anno

Gilead Sciences ha annunciato che alla fine dell'anno John Milligan si dimetterā dalla carica di presidente e CEO. Milligan ha commentato "ora che l'azienda č su solide basi per il futuro, il consiglio di amministrazione e io abbiamo concordato che č il momento giusto per passare le redini a un nuovo leader". Parallelamente, quando il nuovo CEO sarā nominato lascerā l'incarico anche John Martin, attuale presidente esecutivo.

Gilead Sciences ha annunciato che alla fine dell'anno John Milligan si dimetterà dalla carica di presidente e CEO. Milligan ha commentato "ora che l'azienda è su solide basi per il futuro, il consiglio di amministrazione e io abbiamo concordato che è il momento giusto per passare le redini a un nuovo leader".  Parallelamente, quando il nuovo CEO sarà nominato lascerà l'incarico anche John Martin, attuale presidente esecutivo.

Milligan, inizialmente nominato CEO di Gilead nel 2016, in sostituzione di John Martin, che è passato alla carica di presidente esecutivo, ha commentato: "Non vedo l'ora di fare una meritata pausa e di andare avanti". 

Le partenze di Milligan e Martin avvengono dopo che Norbert Bischofberger, capo del reparto Ricerca e Sviluppo, ha comunicato lo scorso marzo che avrebbe lasciato l'azienda il mese successivo.

John Cogan, uno dei direttori dell’azienda, ha dichiarato: "A nome dell'intero Consiglio, desidero ringraziare Milligan per i suoi innumerevoli contributi a Gilead in quasi 30 anni, e lodarlo per aver operato nel corso della sua carriera con la massima integrità personale e professionale". Cogan ha continuato "data la sua lunga dedizione a Gilead, non sorprende che Milligan si impegni a facilitare una transizione senza soluzione di continuità per tutti i nostri stakeholder, mentre lavoriamo per identificare il suo successore".

L'annuncio della partenza di Milligan ha messo in ombra i buoni risultati del secondo trimestre. L'azienda ha generato ricavi per 5,65 miliardi di dollari, superando le previsioni degli analisti che si assestavano in media su 5,19 miliardi di dollari. Anche l'utile per azione rettificato è stato superiore alle aspettative, a 1,91 dollari rispetto alle stime di 1,56 dollari.

Il fatturato tuttavia è in calo rispetto ai 7,1 miliardi di dollari nel periodo dell'anno precedente. In attesa dell’arrivo delle terapie a base di CAR T Cell si fa sentire il calo dei prezzi dei farmaci per la cura dell’epatite C e la riduzione del numero di pazienti da trattare. Ottima performance invece per i farmaci anti Hiv.

Durante una conference call con gli analisti, Milligan ha dichiarato di aver visto Gilead passare da "una start-up privata alla società attuale che ha una capitalizzazione di 100 miliardi di dollari" e che la sua partenza non avrebbe cambiato la missione o la direzione strategica dell'azienda.

Milligan ha detto che Gilead probabilmente cercherà un nuovo leader con esperienza in due delle aree di crescita futura dell'azienda, la NASH e il cancro.
La NASH, o steatoepatite non alcolica, è una malattia epatica progressiva legata all'obesità che non ha trattamenti approvati. Affligge circa il cinque per cento della popolazione ed è diventerà la causa principale dei trapianti di fegato.

L'analista di Jefferies Michael Yee ha detto che il cambiamento di leadership è un'opportunità per portare l'azienda in una nuova direzione. Il nuovo management "si spera che porterà a più pipeline, passi più coraggiosi, più aggressivo sviluppo del business, e una possibilità di apprezzamento delle azioni", ha detto Yee.