Lo avevamo già anticipato la scorsa settimana. Adesso è ufficiale. Johnson & Johnson ha comunicato di aver depositato all' American Arbitration Association una richiesta di arbitrato che giudicherà la richiesta di JnJ di porre fine alla collaborazione con Schering-Plough per Remicade (infliximab) e Simponi (golimumab).
La richiesta fa riferimento alla merger tra Schering-Plough e Merck & Co. che, secondo i legali di JnJ infrange una clausola dell'accordo siglato a suo tempo fra JnJ e SP per i due farmaci biologici. Qualora una delle due aziende fosse stata venduta, si diceva nell'accordo, sarebbe venuta meno la partnership e JnJ avrebbe ripreso il controllo dei due farmaci biologici che adesso nei paesi al di fuori degli Usa vengono commercializzati e sviluppati da Schering-Plough.  Lo scorso anno, nei paesi controllati da Schering-Plough, Remicade ha generato vendite per 2,1 miliardi di dollari.

L'arbitrato dovrebbe svolgersi entro i prossimi 9-12 mesi.  L'arbitrato è una procedimento stragiudiziale (cioè al di fuori del processo ordinario) per la soluzione di controversie civili e commerciali. Rispetto al processo ordinario dovrebbe essere più rapido e meno costoso. Si svolge affidando un apposito incarico a uno o più soggetti terzi rispetto alla controversia, detti arbitratori, normalmente in numero di tre, di cui due scelti da ciascuna delle parti e il terzo di nomina da parte di una persona al di sopra delle parti. La clausola che rimetta la soluzione di eventuali controversie all'esito di un arbitrato (cosiddetta clausola compromissoria) deve essere espressa nel contratto (o in concorde atto distinto, compromesso) e non può mai essere presunta.