La multinazionale americana Johnson & Johnson ha siglato un accordo con l'irlandese Elan attraverso il quale acquisirà la maggioranza dei diritti sul programma di farmaci in sviluppo per la cura dell'Alzheimer.
Per lo sviluppo di questi farmaci, JnJ si è impegnata a investire fino a 500 milioni di dollari
Elan riceverà il 49,9% delle azioni di una nuova società che verrà creata per gestire i diritti dei farmaci in sviluppo contro l'Alzheimer e di cui JnJ avrà la maggioranza (51,1%).
 Elan riceverà anche una quota proporzionale degli eventuali profitti e royalties sulle vendite. Inoltre, JnJ investirà 1 miliardo di dollari per acquisire 107,3 milioni di azioni Elan che rappresentano il 18,4% del capitale della società, con un premium price sul valore di borsa del 33%.

L'accordo impedisce a JnJ di acquisire altre azioni di Elan per almeno 5 anni.
Alla notizia il valore delle azioni di Elan è salito del 40%.
L'accordo diventerà pienamente operativo entro la fine del 2009. Il programma di ricerca per l'Alzheimer di Elan comprende quattro farmaci, di cui il più avanzato è l'anticorpo monoclonale bapineuzumab, somministrato per via endovenosa ogni 3 mesi e da poco entrato in fase III.
Da tempo, per questo farmaco Elan aveva siglato un accordo di sviluppo con Wyeth.  Elan sta anche sviluppando una versione di bapineuzumab da somministrare per via sottocutanea, già in fase II e sta studiando un vaccino per l'Alzheimer's, noto con la sigla ACC-001, in fase iniziale di sviluppo .

Il risultato di questo accordo è che quella che viene considerata la più promettente linea di ricerca per la cura dell'Alzheimer verrà sviluppata dalle due più importanti società mondiali del settore farmaceutico e della cura della salute, Pfizer  e Johnson & Johnson.
Rimane invece fuori dall'accordo natalizumab (Tysabri), anticorpo monoclonale diretto contro l'integrina α4β,un farmaco indicato per la terapia della sclerosi multipla, co-sviluppato da Elan e Biogen Idec.
Bapineuzumab (noto anche con la sigla AAB-001) è un anticorpo monoclonale umanizzato che agisce contro le placche di beta amiloide che sembrano rivestire un ruolo importante nell'eziopatogenesi della malattia. Il farmaco agisce riducendo l'ammontare di placca amiloide che si accumula nei pazienti con malattia di Alzheimer.

In occasione del congresso mondiale sull'Alzheimer svoltosi a Chicago nel 2008, erano stati presentati i dati finali dello studio di fase II condotto per valutare l'efficacia e la sicurezza di diversi dosaggi di bapineuzumab.
Il farmaco non ha raggiunto gli end point predeterminati.
Tuttavia, un'analisi post hoc ha evidenziato che nei soggetti non portatori del gene che codifica la proteina ApoE4, che costituiscono circa un terzo dei pazienti con malattia di Alzheimer, il farmaco ha raggiunto la significatività statistica su diversi parametri. Nei 4 studi di fase III già pianificati, che arruoleranno complessivamente 4.100 pazienti in 350 centri clinici, sarà possibile valutare meglio l'efficacia e la sicurezza del farmaco nelle sottopopolazioni risultate maggiormente responsive a bapineuzumab.
La cosa interessante di questa storia è che Elan e Wyeth, che hanno iniziato la loro collaborazione nell'aprile del 2000, non avevano ancora siglato un accordo per lo sfruttamento commerciale di Bapineuzumab. Adesso la responsabilità ricadrà su JnJ e Pfizer.

E' molto recente la notizia che "The Alzheimer's Institute of America" (AIA) ha fatto causa a Pfizer sostenendo che l'azienda farmaceutica con i propri farmaci in sviluppo per l'Alzheimer avrebbe  leso i diritti dell'Istituto su un'ampia gamma di tecnologie sviluppate per combattere la malattia Alzheimer.
Se AIA dovesse prevalere, Pfizer si ritroverebbe senza farmaci in quest'area cruciale per il proprio  sviluppo e dovrebbe fare ancora più affidamento sui farmaci di Elan che dovrà gestire però insieme a JnJ.
Ciò la potrebbe renderebbe più disposta a fare concessioni nella trattativa sui diritti di commercializzazione di bapineuzumab e successori.