Sono paragonabili alle protezioni che si trovano alla fine dei lacci delle scarpe e che servono per proteggerli dagli sfilacciamenti. Stiamo parlando dei telomeri, quelle piccole porzioni di Dna che si trovano alla fine di ogni cromosoma e che servono proprio a proteggerlo.

Con il tempo i telomeri si consumano e la cellula smette di dividersi, cosa che non accade alle cellule tumorali che attivano un enzima che prende il nome di telomerasi. Ecco perché c’è molto interesse per farmaci che possano inibire la telomerasi e quindi bloccare il processo tumorale con modalità diverse.

La biotech americana Geron ha reso noto di aver siglato un accordo con Johnson & Johnson del valore potenziale di  $935 milioni per poter entrare in possesso di imetelstat, un inibitore sperimentale delle  telomerasi in sviluppo per patologie ematologiche e oncologiche. Alla notizia le azioni di Geron sono balzate del 32%.

Geron riceverà un pagamento cash di $35 milioni mentre il resto della somma sarà riconosciuto in varie tranches al superamento di determinate milestones. Le due aziende lavoreranno congiuntamente allo sviluppo del farmaco che dovrebbe entrare in fase II per la mielofibrosi nel corso del prossimo anno.

All’inizio del mese, l’Fda ha ridato il via libera allo sviluppo del farmaco che era stato temporaneamente interrotto a causa di possibili effetti tossici a livello epatico.

Imetelstat è il primo inibitore della telomerasi in fase clinica. La telomerasi è un bersaglio espresso in una moltitudine di tumori, il che renderebbe l’impiego del farmaco giustificato in diverse indicazioni.

I telomeri sono brevi sequenze di DNA che consentono di mantenere il controllo sul numero di divisioni a cui la cellula va incontro. Si tratta infatti di “cappucci” protettivi del DNA posti sugli estremi dei cromosomi: finché i telomeri sono più lunghi di un certo valore minimo, la cellula può continuare a dividersi.

Nel 2009 il Premio Nobel per la medicina è andato a tre ricercatori che hanno scoperto la telomerasi, l'enzima attraverso il quale le cellule si proteggono dall'invecchiamento e le cellule cancerogene invece acquisiscono la loro immortalità.  Da queste ricerche sono già scaturite le prime applicazioni terapeutiche.