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Johnson & Johnson interessata ad Actelion, trattative confermate

Actelion è stata avvicinata dal colosso farmaceutico statunitense Johnson & Johnson per una possibile acquisizione: la conferma è giunta nella serata di ieri da parte della società biotecnologica di Basilea e anche da JnJ. Non vi è però alcuna certezza che le discussioni sfocino in qualcosa di concreto, mettono in guardia le due aziende nei loro comunicati. In borsa ieri il titolo Actelion si è dimostrato assai dinamico chiudendo in crescita del 17%.

Actelion è stata avvicinata dal colosso farmaceutico statunitense Johnson & Johnson per una possibile acquisizione: la conferma è giunta nella serata di ieri da parte della società biotecnologica di Basilea e anche da JnJ. Non vi è però alcuna certezza che le discussioni sfocino in qualcosa di concreto, mettono in guardia le due aziende nei loro comunicati. In borsa ieri il titolo Actelion si è dimostrato assai dinamico chiudendo in crescita del 17%.

Actelion impiega circa 2.500 persone e nei primi 9 mesi del 2016 la società ha generato ricavi per 1,785 miliardi di granchi svizzeri, in crescita del 14% sull’anno precedente.

In borsa, Actelion vale quasi 20 miliardi di dollari. Se si considera un premio di almeno il 20-25% sugli attuali valoro di borsa, come accade mediante per i take over, una eventuale acquisizione da parte di Johnson & Johnson verrebbe a costare circa 25 miliardi di dollari.

Con sede in svizzera, vicino a Basilea, Actelion si è specializzata nel trattamento delle malattie rare in particolare l’ipertensione arteriosa polmonare.

Actelion è stata fondata nel 1996, quando alcuni dipendenti di Roche hanno deciso di sviluppare autonomamente un trattamento pionieristica per l’ipertensione sul quale il gigante farmaceutico svizzero aveva prefeito non investire ulteriormente.

Dopo alcune difficoltà iniziali, il successo per Actelion arriva nel 2001 con Tracleer (bosentan), un trattamento per l'ipertensione arteriosa polmonare lanciato subito dopo la quotazione di borsa della (allora) piccola biotech. Per quasi un decennio questo farmaco ha sospinto di crescita del valore delle azioni di Actelion.

Nel 2011, il fondo di investimento specultativo Elliott aveva cercato di forzare una vendita della società, sostenendo che Actelion non aveva la capacità di R & S per sostituire le vendite di Tracleer dopo la sua generiucazione. Queste richieste furono respinte.

Il brevetto di Tracleer è scaduto nel 2015, ma Actelion è riuscita a sostituire le vendite perse con nuove vendite generate dai due successori di questo farmaco, Opsumit (macicentan) e Uptravi (selexipag). Quest’ultimo è stato lanciato da poco negli Usa.

Dal 2011, l'azienda ha più volte segnalato il suo desiderio di rimanere una società indipendente.

Dal 2011 le cose sono cambiate. Mentre 5 anni fa era difficile valutare le effettive potenzialità di Actelion e soprattutto dei successori di Tracleer, quasi una sorta di scommessa dove si vinceva o si perdeva, adesso Actelion non sta affrontando un momento “esistenziale” e ha un business consolidato.

Ora J & J si sta muovendo. Il gigante farmaceutico americano, che ha un valore di mercato di $ 307 miliardi e e circa $22 miliardi in cassa, si è avvicinata ad Actelion proponendo un potenziale cambio di gestione.

Per gli azionisti di Actelion, tra cui il fondatore Jean-Paul Clozel, vendere adesso a un grande gruppo farmaceutico avrebbe un senso: cristallizzerebbe il valore potenziale dei nuovi farmaci in sviluppo che, pur lanciati con successo, non saranno senza rivali e le cui vendite potrebbero anche non soddisfare pienamente le aspettative. I rischi (e i benefici) di oggi sono probabilmente minori di quanto non fossero nel 2011.

Da parte sua, Johnson & Johnson  ha in cassa una grossa liquidità e nel 2016 prevede un utile operativo di $23 miliardi. Le risorse quindi non le mancano, La multinazionale americana deve far fronte al prevedibile  calo di fatturati (e utili) a seguito della genericazione di Remicade in Usa. Anche se in Europa il farmaco è commercializzato da MSD, il prodotto è di JnJ così come le vendite americane ($4,45 mld nel 2015) e di altri Paesi.

Una vendita di Actelion a circa $25 miliardi valuterebbe l’azienda 25 volte gli utili previsti nel 2018. Se si pensa che ha Pfizer ha pagato Medivation 32 volte gli utili, il valore di Actelion non è poi nemmeno così fuori mercato. La trattativa è in corso, vedremo se sfocerà nell’acquisizione. Potrebbero però intervenire anche altri pretendenti.

Danilo Magliano


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